RUSSO A FV, LA RIMONTA ALLA JUVE UN RICORDO INDELEBILE. NELL'INTERVALLO MONTELLA...

Esclusiva di Firenzeviola.it
28.11.2018 20:00 di Luciana Magistrato  articolo letto 4081 volte
© foto di Federico De Luca
RUSSO A FV, LA RIMONTA ALLA JUVE UN RICORDO INDELEBILE. NELL'INTERVALLO MONTELLA...

"Ci sono 7-8 momenti al massimo che restano impressi nella memoria di un allenatore e del suo staff e la partita vinta in rimonta con la Juve nel 2013 è sicuramente uno di quelli per me". A raccontarlo in esclusiva a Firenzeviola.it è Daniele Russo, l'allenatore in seconda di Vincenzo Montella, che guidava la Fiorentina in quel memorabile 20 ottobre 2013. "L'immagine che ho di quella partita è la cavalcata del gol del 4-2, avrei voluto correre anche io insieme a Cuadrado, così come tutto lo stadio. Furono 10 secondi indimenticabili, soprattutto dopo che nel primo tempo eravamo sotto di due gol".

Ecco ma cosa è accaduto nello spogliatoio nell'intervallo? "È normale che i nostri giocatori fossero preoccupati e amareggiati, giocando contro una squadra così forte come quella Juve, ma Vincenzo seppe dare loro fiducia e una carica incredibile. La sera a casa ripensai a quelle parole e capii che quella carica l'aveva trasmessa anche a noi dello staff. Inoltre indimenticabile la festa dei tifosi, allenando la Fiorentina diventi un tifoso anche te perché ti entra dentro, furono una gioia e una soddisfazione enormi ribaltare il risultato contro una squadra così forte".

Che ricordi ha di Firenze? "Ricordi molto belli perché noi siamo ripartiti da una squadra rivoluzionata con giocatori o sconosciuti o che comunque prima di Firenze non avevano avuto una vetrina europea o ancora che avevano voglia di riscatto, come Pizarro del quale la Roma voleva liberarsi o Toni reduce dall'Arabia Saudita o Ljajic che a Firenze nessuno voleva più vedere... ma dopo pochissime partite capimmo che i giocatori avevano recepito quello che chiedeva l'allenatore e questo credo sia il massimo per chi allena appunto. Noi come staff la domenica andavamo in panchina tranquilli e vedevamo i giocatori divertirsi mentre giocavano. Inoltre come dimenticare l'arrivo alla stazione da Milano, Roma, Torino... O la vittoria con il Tottenham con giocatori molto forti. Alla Fiorentina è stata una bellissima esperienza per me insomma, una di quelle che ogni allenatore vorrebbe vivere, c'era un unità tra noi, la società e i tifosi".

Forse l'addio non è stato il massimo? "Tutto passato, le strade possono dividersi ma il rapporto è rimasto ottimo. Anche Vincenzo viene spesso a Firenze perciò non credo ci siano problemi".

Lei era a vedere la Fiorentina a Bologna, che le è sembrata? "Mi sembra una squadra che ha un'identità e buonissimi giocatori, Pioli ha fatto un buon lavoro e il gruppo ha preso forza dalle vicissitudini passate. Certo se non riesci a fare gol c'è amarezza, ma Pioli e il suo staff sapranno trovare il rimedio. Purtroppo non fare gol incide".

Simeone ricorda l'astinenza di Gomez? "Quando non vinci le partite, l'attaccante è l'indiziato principale, Simeone però lo vedi che dà l'anima in campo. Gli consiglio di non pensarci troppo, meno ci pensi e meglio è. Sono sicuro, tornerà a segnare presto e me lo auguro per lui e anche per la Fiorentina".

Lei intanto sta facendo il master a Coverciano, vuole tentare la carriera solista? "No, sto benissimo con Vincenzo. Mi ero iscritto già quando eravamo qua, pensi, perché serve per migliorarsi ed ora che siamo fermi ho trovato il tempo giusto ma non ho nessuna intenzione di lasciare Montella (ride, ndr)".

A proposito, a quando una nuova panchina? "Io lascio fare a Vincenzo, è lui che valuta le opportunità poi ne parliamo insieme, ma è lui il comandante del gruppo. Quando ci chiama, facciamo la valigia e andiamo"