PRANDELLI, Ritorno? Ho aspettato. Quel 3-3...

08.12.2018 12:18 di Redazione FV Twitter:   articolo letto 3963 volte
Fonte: tmw
PRANDELLI, Ritorno? Ho aspettato. Quel 3-3...

Cesare Prandelli, nuovo allenatore del Genoa, si è presentato in conferenza stampa: 

"La fase che mi ha emozionato di più è il ringraziamento a Juric perché ha dato molto ma è stato molto sfortunato. Auguriamo di trovare al più presto una collocazione. Sono molto legato alle emozioni, basta vedere i colori di questa società storica e di questo stadio. Spero veramente di poter aiutare questa squadra a trovare la giusta squadra e sono convinto che già da domani saremo uniti con la nostra gradinata. Raccontavo al direttore prima, c'è stata una stagione in cui in B, Genoa-Verona, che vincevamo 2-0 e dissi ai giocatori che la partita non era finita. Il risultato finale è stato 2-2 e dissi alla squadra che quel pareggio lo ha fatto il pubblico. Se troviamo sintonia possiamo crescere tutti con grande determinazione. La squadra deve capire cosa vogliono i nostri tifosi".

Il suo ritorno in panchina.
"Ho voluto aspettare. Le esperienze all'estero sono state positive e negative. L'emozione è stata quando mi ha telefonato il presidente. Il mio pensiero però va alla gara di domani".

Qual è la normalità che si auspica?
"Andare in campo facendo le cose che proviamo in allenamento. Una squadra compatta e che aiuta i compagni. Gli obiettivi sono domani, fare una grande partita".

Ci saranno cambiamenti a livello tattico?
"La prima cosa che ho detto ai ragazzi è che abbiamo poco tempo e sarebbe una follia cambiare qualcosa. Manterremo l'atteggiamento cercando di cambiare qualcosa. Spero di vedere già da domani quei piccoli cambiamenti che possono valorizzare le individualità di questa squadra".

Quali sono le difficoltà di questa squadra?
"Le difficoltà ci sono e mi auguro che tutti capiscano che è un momento particolare. L'importante è che ci sia la disponibilità dei giocatori. Voglio un'unione di intenti, una squadra che ci segua con convinzione".

Conosce qualche elemento dei presenti in rosa?
"Sono entrato velocemente, abbiamo tante cose da fare e programmare. Ho parlato con il capitano, con Pandev e abbiamo capito che assieme possiamo fare delle cose importanti e per me loro sono riferimenti importanti".

Deve essere molto psicologo in vista della Spal?
"Noi vogliamo togliere gli aspetti negativi. La Spal ha cambiato molto rispetto all'anno scorso, erano più aggressivi mentre quest'anno costruiscono molto più gioco. Noi dobbiamo cercare i tempi giusti per le pressioni. Nel momento che si decide che si deve aggredire, tutta la squadra deve aggredire".

Deve qualcosa al Genoa dopo quella gara con la Fiorentina?
"Genova regala emozioni, quella è stata una partita emozionante".

Lazzari?
"Questo giocatore ha i tempi giusti per trovare la profondità e se riesce a saltare l'uomo diventa un attaccante aggiunto. Dobbiamo essere compatti".

Che effetto fa tornare in panchina dopo tanto tempo?
"E' stato come ritornare a prendere la bicicletta e riprendere a pedalare. Il problema è che non ti vuoi fermare. I ragazzi hanno bisogno di poche cose ma chiare".

Che campionato ha trovato?
"E' cambiato ma come è cambiato il calcio. Non bisogna essere troppo dogmatici sui sistemi di gioco ma cercare di valorizzare i capitali che hai. Noi abbiamo il capocannoniere della Serie A e dobbiamo sfruttarlo. Dobbiamo avere un'organizzazione ma non essere dogmatici. Serve la capacità nel corso della partita di leggere le situazioni".

Le scelte saranno anche in virtù del fatto che molti giocatori giovedì hanno disputato 120 minuti?
"Ho considerato anche questo. Siamo andati in ritiro ieri sera per cercare di valutare e far riposare i giocatori. Dopo l'allenamento di oggi valuteremo le scelte".

In attacco c'è anche Kouamé.
"Il capitale offensivo è molto importante ma si può fare anche di più".

Il Genoa ha una lunga tradizione difensiva.
"In questo momento sto pensando di dare un messaggio di tranquillità relativa. Serve compattezza e avere lo stesso tipo di pensiero".

Abbassare i toni per farsi sentire.
"Sono cresciuto con delle persone che se vuoi incidere devi abbassare i toni. Nel momento in cui alzi leggermente il tono c'è grande attenzione. Poi non è il tono ma il rapporto che c'è con la squadra".

Lavorare con il figlio?
"Tutti vorrebbero avere i figli vicino. Il mio è il migliore nel suo ruolo e il Bologna ha fatto un grande investimento".

Quanto la intriga lavorare con tanti giovani?
"Amo valorizzare il capitale e io sono convinto che qui ci siano tanti giocatori interessanti".

Come sta la squadra a livello fisico?
"Leggendo i dati mi sembra che abbiano una condizione buona. Abbiamo letto i dati delle ultime gare mi sembra che la squadra corra bene".