DIFFIDARE DEI MAGHI

DIFFIDARE DEI MAGHIFirenzeViola.it
martedì 13 dicembre 2011, 00:00L'editoriale
di Franco Ligas
La rubrica settimanale di Franco Ligas, giornalista Mediaset

Sono stato facile profeta. Al primo rovescio d’acqua (la facile sconfitta interista) abbiamo urlato “all’alluvione” perdendo quella lucidità, indispensabile, per superare i momenti difficili. Che il momento della Fiorentina sia delicato se non delicatissimo, non è una novità. Per superarlo è arrivato un nuovo medico con altre conoscenze scientifiche, con altri consulenti. Sappiamo che ha cambiato la terapia, se necessario la cambierà ancora; si confronterà più spesso con i suoi collaboratori ma lo farà all’interno della sua struttura. I parenti chiedono notizie del malato ma non si sostituiscono al medico. Per uscire dalla metafora del medico e del malato, mi chiedo se sia possibile, in una corsia d’ospedale, trovare parenti, amici e sostenitori con in mano una, dieci, cento medicine diverse sicuri di avere scoperto quella giusta. (Chiedo scusa se confondo il sacro con il profano: ho grandissimo rispetto delle persone sofferenti e dei loro parenti). I progressi di Palermo e la vittoria contro la Roma hanno confortato ma non illuso il tecnico. Tantomeno quando la vigilia milanese è stata turbata dalla rinuncia a Montolivo e Jovetic. Lo stesso Behrami era dato sofferente. Sia Munari che Lazzari li ha utilizzati, per necessità, in ruoli diversi dal solito. Pensare che la sfida all’Inter fosse da catalogare facile o abbordabile è proprio del tifoso di fede non del tecnico o del giornalista. L’uno e l’altro devono fare l’analisi della partita. Chi non ha visto, contro la Roma, una Fiorentina da Europa League sa che, quella di Milano, non è una squadra da zona retrocessione. Le due reti che hanno deciso la partita sono un omaggio della difesa, una volta distratta e poi priva di serenità. La distrazione e la confusione si è vista sullo 0-0 e dopo il 2-0 e su questi meccanismi lavorerà Rossi. Lo ha detto, ridetto e lo ripeterà tutte le volte che riterrà opportuno. L’allenatore ha ricordato della pochezza assoluta degli attaccanti chiamando in causa un centrocampo che non sempre si ricorda di fare la doppia fase: di sostegno alla difesa e di proposizione all’attacco. Tra le pieghe delle sue esternazioni leggiamo la voglia di novità. Ha bisogno di giocatori fidati che si buttino nella mischia senza chiedersi se sono all’altezza della situazione o se gli convenga. Dunque giocatori bravi e a lui noti. Per superare questo passaggio difficile dimentichiamo il passato. I nostalgici sono come brace sotto la cenere; e non sfracelliamoci il cervello chiedendoci se con Nastasic o Salifù avremmo avuto un risultato diverso…. La vera consistenza di questa Fiorentina si vedrà soltanto alla ripresa del campionato (a gennaio). Ora c’è da lavorare e sentenziare il meno possibile.

   Per questo motivo avevo chiesto all’editore di chiudermi il computer.

Franco Ligas

giornalista Mediaset