CONTINUITÀ, QUESTA SCONOSCIUTA

16.04.2019 10:00 di Niccolò Santi Twitter:   articolo letto 1977 volte
© foto di Federico Gaetano
CONTINUITÀ, QUESTA SCONOSCIUTA

La discontinuità è stata la vera costante dei due anni fin qui trascorsi da Giovanni Simeone a Firenze. Un ostacolo, almeno apparentemente, ancor più insormontabile dei limiti tecnici da lui sovente palesati. Ad esempio, la rete siglata il 31 di marzo contro il Torino avrebbe potuto rappresentare una sorta di ripartenza per il Cholito, ma così non è stato. E le ultime prestazioni lo hanno ampiamente confermato. 

Nella fattispecie in occasione della sfida contro il Bologna, in cui se c'è stato un reparto ad aver fatto peggio degli altri quello è l'attacco. Con un inizio gara di Simeone che era parso, oltretutto, più o meno incoraggiante (vedi la bella percussione culminata in un tiro troppo centrale), salvo poi tornare la punta dal controllo palla macchinoso vista troppo spesso durante la sua esperienza in riva all'Arno

Anche i numeri non sorridono, dato che lo scorso anno l'argentino concluse la stagione con 14 reti all'attivo mentre ad oggi ne conta appena 6 in campionato più 2 in Coppa Italia. In media, un gol ogni 465 minuti in A, ossia ogni cinque/sei partite. Troppo poco. E la Fiorentina lo sa, per questo a fine stagione non è esclusa qualche valutazione in tal senso, anche da parte dello stesso Vincenzo Montella...