IL TERZINO CHE NON T'ASPETTAVI

11.02.2019 13:30 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
IL TERZINO CHE NON T'ASPETTAVI

Erano tante le idee tattiche che circolavano intorno alle possibili scelte di Pioli prima della partita contro il Napoli, ma l'allenatore della Fiorentina ha deciso di sorprendere tutti, proponendo una Viola vestita con il 3-4-1-2. Lo schieramento a tre dietro era piuttosto evidente, con Ceccherini sul centro-destra, Pezzella e Hancko centro-sinistra, ma a colpire maggiormente è stata la posizione assegnata a Bryan Dabo. Il franco-burkinabé, alla sua prima da titolare in stagione con la maglia viola, è stato schierato da esterno destro dei quattro, con compiti maggiormente di contenimento rispetto all'esterno di fascia opposta Biraghi. Praticamente da terzino.

Pur nascendo come centrocampista centrale, in particolar modo d'interdizione, non è la prima volta in carriera che Dabo si trova a ricoprire il ruolo di laterale destro, da lui occupato sia nella forma di terzino che in quella di esterno di centrocampo ai tempi della sua militanza nel campionato francese, tra Montpellier e Saint-Etienne. Sfidiamo però chiunque a dire che si aspettasse di vederlo lì contro il Napoli. Pioli però non ha avuto il minimo dubbio, ed in un certo senso è stato anche ripagato dell'investimento di fiducia, dato che Dabo non ha offerto certamente una prestazione scintillante, ma ha badato al sodo ed è riuscito a limitare, sulla lunga gittata, le incursioni di Zielinski che con Ghoulam, dato che Mario Rui è uscito dopo neanche 5', i quali formavano un temibile asse di sinistra.

Vien da pensare anche che Pioli abbia voluto in qualche modo ricompensare un ragazzo che ha saputo sempre e comunque aspettare la sua occasione, senza mai alzare la voce né pestare i piedi richiedendo magari un maggiore impiego da parte del suo tecnico, soprattutto nel momento in cui le prestazioni dei vari Edimilson e Gerson non erano proprio indimenticabili - eufemismo - e avrebbe dunque anche avuto un motivo per farsi sentire. D'altronde, e ormai la piazza di Firenze lo sa, Pioli è un allenatore che punta molto sul lato umano, oltre che su quello strettamente tecnico.