FRA ORGOGLIO ED ANSIA NON SI PARLA CHE DI LUI

 di Sonia Anichini  articolo letto 2922 volte
FRA ORGOGLIO ED ANSIA NON SI PARLA CHE DI LUI

Senza il calcio giocato, quello che almeno a me interessa particolarmente e cioè quello della Fiorentina, siamo stati travolti da una ventata gelida che ci fa rivivere un deja vu che non ci fa stare tranquilli, ammesso che sia possibile con la storia viola degli ultimi tempi. Chi è stato sulla bocca di tanti addetti ai lavori (quasi tutti ormai), opinionisti e tifosi in questi giorni di sosta? La risposta è scontata e riguarda l'unico gioiello che brilla nella Firenze del pallone e cioè Federico Chiesa. 

Purtroppo l’argomento è di quelli che ci accalora molto, un mix di esaltazione ed ansia che ci prende quando si sente parlare, quasi in continuazione, del piccolo (ormai solo di età e di esperienza nei confronti del padre) Chiesa. Che giochi in maglia viola o in maglia azzurra, anche se per ora quella dell’Under 21, sono solo elogi per questo ragazzo. Noi tifosi, che lo sentiamo figlio nostro, ci crogioliamo per la sua crescita, per la sua esplosione a livello nazionale come uno dei giovani, se non il giovane, più promettente del panorama calcistico italiano. Credo che Ventura, o chi per lui, probabilmente lo porterà ai prossimi mondiali quasi a furor di popolo! Se con Sousa ci siamo lasciato quasi con sollievo, gli va dato atto di averci fatto un gran regalo “buttando” in campo lo scorso anno, alla prima di campionato, questo speciale figlio d’arte. 

I discorsi che sono circolati in queste ultime ore non sono però solo di esaltazione delle doti di Federico, ma sono tornati in ballo il rinnovo e l’adeguamento (sacrosanto in rapporto a quanto guadagnano i suoi compagni) del suo contratto e le sirene, soprattutto napoletane, che lo vorrebbero lontano da Firenze. Basandosi sugli ultimi avvenimenti viola, sul ridimensionamento del tutto, sugli obiettivi…assenti, sul livello tecnico della squadra, quanti confidano nella permanenza in viola del nostro campioncino? La cosa più importante è lasciarlo giocare tranquillo, ma non possiamo fare, né lui né noi, come le tre scimmiette “non vedo, non sento, non parlo”! Mi prende un attacco di tristezza pensando al prossimo futuro e con quali soldi (esclusi quelli del comparto aziendale!) affronteremo il mercato estivo, anche se un’idea purtroppo ce l’ho. La romantica che è in me confida in un finale dove la voglia di giocare nella Viola manda a quel paese le lusinghe milionarie…poi mi sveglio e penso che la realtà è ben diversa e alla fine anche giusta per le ambizioni di un calciatore, non per quelle del povero tifoso.

Ma non voglio guardare lontano, quest’anno non ce lo possiamo permettere, e nel nostro vivere alla giornata, sono felice che si torni sul campo, a parlare di moduli nella speranza che Pioli abbia studiato le correzioni necessarie, di formazioni in attesa del rientro degli ultimi nazionali, di vittoria come unica medicina per sopire tutti i mali. 

La Signora in viola