CHIMERA?

 di Tommaso Loreto Twitter:   articolo letto 6324 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
CHIMERA?

Niente da fare, di quel che può accadere domani sera a Napoli sembra importare poco. Un po' a tutti. D'altronde se anche la Fiorentina dovesse compiere l'impresa di sbancare il San Paolo, il calendario del Milan smorza qualsiasi entusiasmo. E se anche ci fosse un ultimo, incontrollabile, sussulto di speranza ci sarebbero le casuali sviste arbitrali pagate dai viola (e incassate dai rossoneri) a rendere tutto ancora più fragile

Insomma, in un senso o nell'altro, a questo benedetto sesto posto non c'è verso di crederci fino in fondo. Sì, certo, ci sono ancora due partire, il pallone è tondo, tutto può succedere e chi più ne ha più ne metta, ma effettivamente si fatica a credere in una rimonta che avrebbe del miracoloso. E poi il tema "futuro" non può non rubare le maggiori attenzioni e le ansie dei più. In effetti, come e verso dove ripartirà questa Fiorentina resta per forza il tema centrale. 

Eppure, mentre la società prepara una ripartenza che dovrà essere a 360° e toccare tutte le corde della tifoseria (anche quelle attualmente così tirate da rischiare di saltare definitivamente) è più o meno già chiaro a tutti che almeno due pretendenti faranno di tutto per rinforzarsi. I mezzi per fare la voce grossa sul mercato, sia l'Inter che il Milan, li hanno eccome. Le nuove proprietà cinesi non scherzano, e quelli del Milan si stanno già dando da fare. 

La stessa Fiorentina è consapevole che il ritorno alla formula quarto posto=qualificazione ai preliminari di Champions significa anche il ritorno di una competizione assai più dura. Diversa da quando i viola hanno potuto approfittare delle flessioni, guardacaso, proprio delle due milanesi. Sotto questo profilo la missione di Corvino si fa ancora più dura, perchè se davvero la Fiorentina vorrà provare a inseguire il quarto posto ci vorrà un'annata perfetta. 

Certamente migliore, sotto ogni profilo, rispetto alle ultime due (o forse tre?...) nelle quali gli errori si sono commessi un po' a ogni livello. Tornare a una gestione più produttiva, non ci sono alternative. E' quello l'aspetto su cui lavorare per ritrovare unità, identità, compattezza e passione nel tornare allo stadio, indubbiamente. Ma è anche quello l'aspetto da migliorare per pensare di non pagare troppo il gap che probabilmente si creerà questa estate sul mercato.

Perchè il rischio che tornare in Champions (o almeno avvicinarcisi) resti una chimera si è fatto decisamente più realistico da quando a Milano sono arrivate due nuove presidenze.