FIORENTINA, Giocare tanto non fa male

Articolo scritto dalla psicologa SILVIA CALZOLARI
18.02.2008 10:10 di Redazione FV  articolo letto 1084 volte
Fonte: La Nazione

Coppa o Campionato? La domanda appare da sempre un dilemma spinoso per le squadre di calcio impegnate su più fronti, una questione per la quale molti addetti ai lavori prospettano, come soluzione, il ricorso implicito ad una scelta forzata, un aut-aut strategico che permetta di concentrare maggiormente le energie sull’obiettivo giudicato più importante e realistico per la società e la squadra. Ma la preoccupazione alla base della questione deve essere ricondotta più strettamente al piano del rendimento fisico che ad altro.

PER QUANTO paradossale possa sembrare, infatti, mentre la resa e l’efficienza fisica della squadra tendono ad essere duramente inficiate dall’alta frequenza di impegni ravvicinati (durante i quali possono anche subentrare infortuni o imprevisti a carico di qualche giocatore), sul piano psicologico giocare molte volte in un arco temporale concentrato può avere effetti benefici, in quanto riduce l’ansia da prestazione e il carico emotivo che precede tipicamente le gare importanti (e dobbiamo considerare che nel calcio di oggi non esistono più partite «facili»).
Su tale aspetto inciderebbe, oltre alla frequenza, anche il livello e il prestigio delle competizioni che la squadra si trova ad affrontare, elementi che insieme contribuiscono a far salire progressivamente la soglia emotiva del calciatore, in un certo senso «abituandolo» all’emozione-partita.

NE DERIVA che, come nel caso dell’ansia da esame, anche in campo il carico emotivo di ogni evento risulterà necessariamente smorzato e meno intenso all’aumentare delle prove da sostenere. Tale «assuefazione da performance» ha forse fatto apparire una Fiorentina un pò svagata e disattenta durante la partita di ieri, ma i suoi punti di riferimento hanno dimostrato comunque di esserci. Ben vengano la coppa e il campionato.