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 A quando i primi fohi? Le tre fasi del mercato della Fiorentina

 A quando i primi fohi? Le tre fasi del mercato della FiorentinaFirenzeViola.it
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di Alessandro Di Nardo

San Giovanni, patrono di Firenze, tempo di spettacoli pirotecnici e di consueta nostalgia verso un passato mai ben specificato. In quel "Gl'eran meglio quelli dell'altr'anni" ci sta riassunto tutto il pensiero di un fiorentino, inteso come cittadino ma anche tifoso. E quindi si guarda con scetticismo anche ai primi botti, che a dir la verità devono essere ancora esplosi, di questo calciomercato. E allora proviamo ad anticipare questi botti, o meglio a capire quando verranno azionati, analizzando le fasi del mercato viola. La premessa è che sarà una sessione faticosa per tutte le società di Serie A, perché i soldi sono più o meno ufficialmente finiti - lo si ripete da anni, stavolta è vero, e il caso Palestra-Inter-Chelsea fa capire benissimo come anche la regina del nostro campionato si debba inchinare al potere della sterlina -. Altra specifica necessaria. Forse qualcuno non se n'è accorto ma c'è il Mondiale, per questo anche i tempi del mercato saranno dilatati perché già come detto i soldi non ci sono, poi a questo giro tanti club aspettano di vedere il responso del torneo più importante di tutti, e di riflesso anche gli altri sono fermi al palo.

Fase 1: si fa con quel che si ha

Ci siamo dentro, è fine giugno, il mercato è una forma di astrazione pura, un giorno c'è il nome di un brasiliano del Gremio, quello dopo spuntano due ventenni del Boca Juniors. E' il mercato delle 'idee' appunto per chi non può permettersi di fare l'asta con gli squali d'Europa - non è una condizione solo della Fiorentina, ma di tutti i club italiani-. Per questa fase serve lo scouting, che è stato rivoluzionato da Fabio Paratici. Bisogna rovistare negli angoli ancora inesplorati del globo, quelli dove gli occhi delle big non sono arrivate - e la Fiorentina in questo senso si sta concentrando molto sul mercato sudamericano-. Contestualmente a questo, c'è da smaltire il materiale in eccesso. Il lavoro di Paratici adesso sarà soprattutto questo, cercare di sfoltire una rosa gargantuesca a livello numerico, per arrivare con un gruppo squadra più snello alla...

Fase 2: l'appello del campo

Inizia tra un paio di settimane, 7-8 luglio, in coincidenza col raduno della Fiorentina. Per quel tempo dovrà essere stato già smaltito il materiale in eccesso e chi sarà rimasto per mancanza di offerte avrà comunque una possibilità sul campo. Dal 9 al 23, due settimane di ritiro al Viola Park per testare tutti; contestualmente inizieranno a presentarsi nuove opportunità sul mercato, anche italiano. Qui la linea la detterà, per quanto possibile, Fabio Grosso. Dopo il responso (parziale) del ritiro ma anche durante lo svolgimento dello stesso, con tanti giocatori 'in prova', quasi tutti a dir la verità.

Fase 3: la 'fagiolata'

Arriviamo ad agosto, ai primi impegni ufficiali. Al panic-buying dato dai primi risultati, ai tanti casi-mercato insbrogliati e all'inevitabile 'fagiolata' finale. Situazione da bazar arabo, dove si compra e si vende a ritmo forsennato, si aprono e chiudono affari in due ore e si aggiustano le rose. Questi sono i giorni del Condor, Galliani, non propriamente quelli del dottor Fabio Paratici, uno che nella ressa prima del gong non trova il suo habitat naturale. Per questo, entro la prima quindicina di agosto, la Fiorentina dovrà essere pronta in buona percentuale. Prima l'esplorazione, poi il lavoro sul campo, infine il ritocco conclusivo. Tre fasi in cui ci sarà tantissimo da lavorare: lo sa bene Paratici che non si è concesso, al contrario di quanto si credeva, una settimana di ferie, ma che sta continuando a trottare per regalare i primi botti di mercato.
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