Occhio ai 3 segnali di Paratici (da non sottovalutare). Koleosho prototipo della fantasia. Il Ds ai lavori forzati: centro sportivo nuovo e club da ristrutturare. Cambio di passo, competenze e frecciate mascherate

Occhio ai 3 segnali di Paratici (da non sottovalutare). Koleosho prototipo della fantasia. Il Ds ai lavori forzati: centro sportivo nuovo e club da ristrutturare. Cambio di passo, competenze e frecciate mascherateFirenzeViola.it
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Dopo sette anni è arrivato a Firenze un nuovo dirigente e ha trovato un grande centro sportivo abitato da un club da ristrutturare. Sarebbe forse stato meglio il contrario, qualche impalcatura umana è già stata aggiunta me il lavoro sarà lungo. ‘Ci vorrà del tempo e non so quanto’, ha ripetuto almeno cinque volte Paratici, in apparenza più preoccupato per il rendimento della struttura interna rispetto alla necessità di ricostruire una rosa. Il punto è proprio questo, l’apparato è folto ma gli standard richiesti saranno altri ‘perché i giocatori della Fiorentina dovranno over performare’.

Quindi nuove competenze, specificità, alta qualità. Alcuni ruoli sono già stati riempiti, il casting è in corso per migliorare molti settori di una società per anni legata a una gestione autoconservativa. Intanto sono arrivati un nuovo responsabile del marketing (Picciotto dalla Ferrari), un direttore per il Viola Park (Morganti dal Catanzaro) e un preparatore dei portieri (Filippi) ex di Juve e Milan, stimatissimo nel mondo del calcio. Altri lavori in corso nel settore Competenze. Analizzare la gestione calcistica ‘originale’ della Fiorentina è un esercizio che ci ha impegnato molto negli anni scorsi _ purtroppo inutilmente _ sicché proviamo a guardare avanti anche per esaurimento delle energie.

Dobbiamo farlo perché su Paratici si sono concentrate molte speranze (per quanto mi riguarda, praticamente tutte) e sicché è molto alto il rischio di scottarsi perché mai come adesso il club ha necessità di cambiare la propria immagine. Torno a mente fredda sulla conferenza stampa del Ds per sottolineare tre aspetti più o meno subliminali che potranno aiutarci a decifrare il futuro, segnali che non devono essere sottovalutati perché sono stati incorniciati con parole solo in apparenza morbide. In realtà erano veri e propri cambi di rotta.

1)    Paratici ha chiarito che non c’è un budget destinato al mercato, perché il budget è complessivo e dovrà essere creato da tutte le attività del club. Tutte. E dovranno migliorare. In questo modo ha fatto capire di aver dato indicazioni precise e ha parlato da manager influente nelle scelte delle figure aziendali, più che da direttore sportivo. Leggo questo come un’apertura  di potere da parte della proprietà, una delle condizioni richieste dall’ex Juve.

2)    Nessuna promessa, ma un messaggio-frecciata: arrivare ottavi per quattro anni di fila sarebbe ‘vivacchiare’. Una condizione che Paratici ha definito inaccettabile: chissà se aveva già fatto i conti, considerando che la Fiorentina nei suoi sette anni sotto la gestione Commisso ha una media che si colloca esattamente fra il nono e il decimo posto in classifica. Altro che vivacchiare. Proprio galleggiare nonostante le risorse messe a disposizione da una proprietà che si è ostinata a non cambiare mai uomini di fiducia, né a quanto pare migliorare la struttura manageriale di comando. Rieccoci al punto a quanto pare dolente. ‘Non so quanto tempo ci vorrà, ma ci riusciremo’.

3)    Comincerà un periodo molto-molto-molto fluido nel mercato. La premessa è stata che la Fiorentina ‘non è padrona del suo destino’, nel senso che tutti i calciatori hanno un prezzo e se arriva l’offerta giusta è difficile trattenerli. E questo, sapendo muoversi, potrebbe anche non essere un problema. Paratici ha messo di mezzo il destino non tanto per la forza attrattiva del club, ma perché se arrivano offerte migliori sono i giocatori a non voler restare. E allora diventa complicato trattenerli. Tutti, nessuno escluso. Braccio di ferro? Solo se la società è abbastanza forte da poterseli permettere, perché poi cominciare la stagione con gli ‘scontenti’ è complicato e controproducente. Abbiamo il sospetto che la scorsa, ignobile stagione sia cominciata con alcuni protagonisti non esattamente contenti di essere rimasti. Il terzo messaggio fa il paio con la ricomposizione del settore scouting, che dopo il responsabile Giani ha ingaggiato anche il giovane Orlandini dal Milan. E non è sicuramente finita qui: occhi viola ovunque, nel mondo, per schivare la linea diretta con un numero limitato di procuratori.

Per quanto riguarda il mercato, abituiamoci giornalisticamente a scoprire le mosse da ogni tipo di fonte che non sia Paratici. E questo sinceramente lo capisco, ognuno ha il suo modo di lavorare e molti grandi Ds negano le proprie azioni anche di fronte alla moglie (non scherzo, ho le prove). Sembra vicino Luca Koleosho, classe 2004, che ha passaporto nigeriano, canadese e del nostro Paese, avendo la madre discendenze italiane. Lo abbiamo intravisto in Under 21 e nella nazionale vera con Baldini, ha esperienze con Espanyol, Burnley e Paris Fc, quindi in tre leghe diverse. E’ un mix di nazionalità e pochi mesi fa è stato inserito nella lista mondiale dei migliori dribblatori Under 23. Basta già questo per intuire in quale direzione andrà la Fiorentina di Paratici.