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L'agente Nicolato promuove Goncalves: "Fernando Santos stravedeva per lui. Dategli tempo"

L'agente Nicolato promuove Goncalves: "Fernando Santos stravedeva per lui. Dategli tempo"FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 11:30Radio FirenzeViola
di Ludovico Mauro

Francesco Nicolato, esperto di calcio internazionale e in particolare del calcio portoghese (nonché agente), è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola durante "Chi si compra?" per analizzare il mercato della Fiorentina e, soprattutto, l'arrivo di Pedro Gonçalves.

Che idea si è fatto dell'acquisto della Fiorentina?
"Pedro Gonçalves è un giocatore di ottimo valore. L'anno scorso ha trovato meno spazio perché davanti aveva giovani di grande prospettiva, tra cui Quenda, e perché la società puntava soprattutto sulla valorizzazione dei ragazzi. Lui, inoltre, era negli ultimi anni di contratto e non aveva lo stesso potenziale di crescita economica di un giovane. Lo Sporting è comunque riuscito a concludere una buona operazione e la Fiorentina ha acquistato un giocatore importante".

Pensa debba ancora dare il massimo?
"A Pedro va dato tempo. È arrivato in un contesto particolare, perché la Fiorentina di Grosso non era ancora un meccanismo oliato e questo non aiutava il giocatore a esprimersi al meglio. Con l'arrivo di Vanoli c'è già stata una prima svolta e, gradualmente, vedremo il vero Pedro. La capacità dell'allenatore di tirargli fuori il meglio e di costruire un sistema che gli permetta di esprimersi sarà fondamentale".

In Portogallo Gonçalves partiva spesso largo a sinistra, le sue caratteristiche possono spingere Vanoli verso un sistema come il 4-2-3-1?
"Questa è una cosa che può sapere soltanto l'allenatore. Quello che posso dire è che ne ho parlato anche con Fernando Santos, che quando era commissario tecnico del Portogallo stravedeva per questo giocatore. Mi ha spiegato che Pedro ha un'intelligenza di gioco sopra la media e riesce ad adattarsi facilmente a tutte le posizioni del reparto offensivo: può giocare da esterno, da trequartista e, all'occorrenza, anche da seconda punta. Con il tempo e grazie alle capacità dell'allenatore vedremo quindi il vero Pedro".

Chiamarlo semplicemente esterno, quindi, rischia di essere riduttivo?
"Sì. Lui stesso si è definito un numero 10. Credo che per il calcio italiano avere un giocatore con queste caratteristiche rappresenti una possibilità interessante. Può mettere in difficoltà gli avversari grazie alla facilità di calcio, all'intelligenza tattica e alla capacità di occupare più posizioni. Se guardiamo la sua heat map, vediamo un giocatore che parte largo ma poi si accentra molto e tende a gravitare intorno alla lunetta dell'area".

Ascolta il podcast per l'intervento intero