Squadra sotto torchio: riecco il sergente di ferro Vanoli. Ma ora il ritiro al Viola Park è un caso. E per l'estate 2027 si valutano altre opzioni

Squadra sotto torchio: riecco il sergente di ferro Vanoli. Ma ora il ritiro al Viola Park è un caso. E per l'estate 2027 si valutano altre opzioni
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Andrea Giannattasio

Esattamente come lo scorso anno, anche stavolta Paolo Vanoli ha deciso di trasformarsi nel sergente di ferro. Indossando, cioè, l’elmetto di chi è pronto ad andare in guerra (simbolica, sia chiaro) e a dare direttive ben precise al suo “esercito”. Se ne è accorta - a sue spese - la Fiorentina, che nel corso di questi primi giorni di sosta di campionato ha lavorato a ritmi forsennati, come forse mai prima aveva fatto durante la prima fase di stagione. Il sospetto - ma sarà l’allenatore stesso a toglierci ogni dubbio quando parlerà alla ripresa della Serie A - è che il mister e il suo staff abbiano notato un difetto di condizione nella squadra, che si è palesato in particolare nei minuti finali della sfida col Napoli, quando buona parte dei giocatori è finita collassata a terra con i crampi. Ragion per cui si è reso necessario un richiamo di preparazione tutt’ora in corso in questi giorni di lavoro al Viola Park, visto che oltretutto il calendario tra ottobre e novembre è di quelli che fanno paura e che non ammettono un grosso margine d’errore.

I precedenti con Italiano e Palladino

Resta in ogni caso una domanda di fondo: ma non è che questo famigerato ritiro estivo a Viola Park, svolto sotto la canicola e immerso nella totale umidità del caldo afoso, sia qualcosa che un po’ tutti i tecnici hanno faticato fin qui a gestire? Il dubbio sorge spontaneo, giacché oltre alla falsa partenza di questa stagione (ma di certo Fabio Grosso e il suo calcio primitivo non hanno agevolato la cosa) c’è anche il precedente della scorsa annata con Stefano Pioli, durante il quale la condizione della squadra fu clamorosamente trascurata fino all’arrivo proprio di Vanoli in panchina a novembre. Ma anche a Raffaele Palladino e prima ancora a Vincenzo Italiano il ritiro al Viola Park non era andato a genio: l’attuale mister del Bologna dovette a sua volta far fronte a degli evidenti problemi di condizione della squadra (la Fiorentina rischiò di volare fuori ai playoff di Conference contro la mitica Akademia Puskas e ottenne il primo successo in campionato alla quinta giornata) mentre il tecnico siciliano all’inizio della stagione 2023/24 (la prima con il ritiro svolto per intero al Park) ebbe una partenza a rilento in Conference (soffrì parecchio ai playoff e iniziò il girone con due pari) e in campionato fece quattro punti nelle prime tre giornate.

Ritiro: un possibile cambio di sede

Insomma, la sensazione che la scelta di lavorare in estate a 40°C - chiaramente su indirizzo della proprietà - non sia proprio stata in questi anni del tutto lungimirante è palpabile. Un po’ come quando a Fantozzi, temendo che la moglie Pina sia corteggiata dal fornaio Cecco, viene il leggerissimo sospetto che le sue supposizioni siano fondate trovando dei filoncini di pane stipati ovunque, dalla credenza ai cassetti fino al frigorifero. Ecco perché viene facile pensare che se, come tutto lascia credere, nella prossima stagione sarà ancora Paolo Vanoli l’allenatore della prima squadra (d’altra parte ha firmato un contratto di due anni) qualcosa sul fronte della preparazione estiva potrebbe cambiare, con il ritiro vero e proprio che potrebbe svolgersi in una località dal clima decisamente più fresco e solo le ultime settimane pre-campionato al Viola Park. Anche il ds Paratici sembra orientato verso questo tipo di soluzione, anche se siamo solo nel campo delle ipotesi e ogni valutazione per l'estate 2027 ad oggi è decisamente prematura. Ma la pulce all'orecchio si è ormai diffusa, anche ai piani alti del quartier generale viola.