Progetto Oulai: Vanoli ci punta. Previsto un percorso tattico particolare. Nessun dubbio sulle sue grandi qualità. C’è una nuova cultura della fatica
La Fiorentina ha bisogno di Oulai perché il centrocampo deve decollare. Vanoli ci punta, ma non vuole forzare la mano: va preparato tatticamente e preservato perché quando avrà raggiunto lo standard deciso dall’allenatore, l’ivoriano non uscirà più dal gruppo dei titolari. L’obiettivo è sistemarlo accanto a Fagioli. Ma senza accelerare. Il punto di partenza è l’adattamento tattico, comprendere il campionato italiano. La forza di Oulai è impressionante, i suoi pregi sono tanti e il suo valore al momento è la certezza incrollabile. Solo che non basta perché anche il calciatore migliore deve inserirsi in un mosaico che contempli la sincronia con gli altri nove calciatori di movimento. Oulai non ha soltanto un piede molto educato e una visione totale del campo, nel bagaglio personale porta anche una capacità di interdizione molto alta. Nonostante sia un brevilineo va ai duelli uomo su uomo senza titubanze e sovente gli vince. E’ valido anche nell’intercetto, è un interprete sublime del pallone di “lotta e di governo”.
La criticità, come ha spiegato Vanoli nella conferenza stampa post Napoli, sta nell’istinto che, sia chiaro, non va annullato, quanto piuttosto incanalato e controllato. L’istinto adesso prevale sulla ragione: è quello che lo spinge ad un’esuberanza agonistica pericolosa per i cartellini e che lo induce talvolta anche ad abbandonare la zona centrale per avventarsi su un’altra zolla. Questo è positivo da un lato, ma pernicioso dall’altro perché si scopre una zona centrale. Le letture delle azioni devono viaggiare di pari passo con l’intensità del pressing. Per Oulai Vanoli sta valutando un percorso tattico particolare e graduale. L’inserimento dell’ivoriano sarà per gradi fino ad arrivare al punto desiderato. Vanoli non ha un solo dubbio sull’efficacia di questo calciatore, tanto da averlo paragonato, con un pizzico di azzardo, a Kantè. Durante questi impegni con la propria nazionale Vanoli e il suo staff lo hanno seguito con attenzione, monitorato, passato al microscopio. L’ivoriano è stato uno dei colpi più importanti dell’estate di Paratici e ora questo investimento deve fruttare.
Il clima è cambiato al Viola Park. Non che prima con altri allenatori il ritmo fosse blando, ma indiscutibilmente con il ritorno di Vanoli, soprattutto in condizioni diverse rispetto ad alcuni mesi fa, la grammatica del lavoro è cambiata. C’è una cultura della fatica molto diversa e per chi scrive, certamente migliore. I giocatori hanno bisogno di allenarsi tanto e bene, stando anche un po’ di più sul campo, con la testa sempre lì. Il sudore è un valore. Sarà un caso, ma le squadre che volano spesso sono quelle che hanno tecnici dotati di una precisa mentalità. Gasperini docet.
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