Prandelli racconta l'amore per Firenze: "Qui mi sento a casa. Nel 2005..."

Prandelli racconta l'amore per Firenze: "Qui mi sento a casa. Nel 2005..."FirenzeViola.it
© foto di Sara Mastrosimone
Oggi alle 14:05News
di Redazione FV

In una lunga intervista concessa a Intoscana all'interno di Villa Bardini che ospita gli scatti dell'Archivio Locchi, tra cui alcune immagini anche della storia della Fiorentina, Cesare Prandelli ha parlato del suo rapporto con Firenze: "Qui vedi i giocatori che hanno vinto lo Scudetto, vedi Antognoni... Vedi tutti questi personaggi che si sono legati alla storia di Firenze pur venendo da fuori. Io qui ho fatto difficoltà i primi sei mesi, perché ancora adesso faccio fatica a capire la mentalità dei fiorentini, a volte mi domando se scherzano oppure se è un loro modo di interagire. Il momento più importante è stato quando ho visto un programma sull'alluvione di Firenze e lì mi sono immedesimato nella cittadinanza, in quell'ironia e in quella capacità di aggregare che ha Firenze. Credo sia una delle città più importanti al mondo dal punto di vista della beneficenza. C'è la storia del lumicino lasciato in una piazza, un gesto meraviglioso. Lì nasce la volontà di restare a Firenze, qui mi sento a casa".

I tifosi l'hanno sempre sostenuta.
"Devi avere la fortuna di accompagnare la vita professionale ai risultati, l'anno della penalizzazione fu straordinario. Siamo arrivati in Europa League nonostante i punti in meno, si era creata un'alchimia incredibile tra tutte le componenti. Un'annata da ricordare. Davanti a 1500 tifosi mi chiesero: "Che fai". Io risposi: "Rimango, ma datemi qualche giorno per capire". Da lì ho capito che potevamo farcela".

La Champions?
"Io da tifoso già da oggi penso alla prossima stagione che deve riportarci al quarto posto. Firenze è così, non si può pensare di salvarci e basta. In questo momento ci sono Paratici, Ferrari e la famiglia Commisso: diamogli fiducia. Sono persone di calcio, persone perbene. Ho idee diverse magari ma ho massima fiducia in loro. Il tifoso quando vede serietà, sogna".

Con chi è più legato della storia della Fiorentina?
"Un po' con tutti di quegli anni, a volte ci sentiamo. L'ultima occasione è stata il compleanno di Frey. Ho bellissimi ricordi ma soprattutto a situazioni fuori dal campo. Io sono molto legato a Martin Jorgensen, un giocatore che restò a Firenze per 1 euro alle buste. Io ero molto contento perché mi aveva lasciato un bel ricordo, è stato un joly e ha fatto anni straordinari. Non aveva la fascia ma era capitano di fatto".

Cosa non dimenticherà mai della sua esperienza alla Fiorentina?
"Il primo anno, nel 2005, parlando con Ciccio Rialti gli dissi che ci poteva volere un paio di mesi per vedere la squadra vera. Perdemmo in coppa e lui mi chiamò, io gli dissi che i due mesi scadevano il sabato e infatti in campionato giocammo alla grande. Uscii con il cappellino per le strade del Franchi e mi ricordo che tutti dicevano: "Oh, finalmente si vedono i triangoli". Mi è rimasta in mente questa cosa".

Che augurio fa alla Fiorentina per i suoi 100 anni?
"Spero che ci siano tutti, bisogna essere orgogliosi di partecipare a questa festa".