R. Pontello: "Non siamo mai stati molto amati dalla città. Centenario? Non ci sarò"
Intervistato oggi da La Nazione, Ranieri Pontello, ex presidente della Fiorentina negli anni '80, ha fatto un tuffo nel passato ricordando gli anni alla guida del club: "Ci piaceva prendere i campioni del Mondo, penso anche a Gentile e Oriali. Ecco perché fu scelto anche Socrates e fu la trattativa più complicata. Per prenderlo dovemmo acquistare anche un ragazzino di 19 anni di cui si sapeva ben poco: Dunga. Intuimmo che fosse comunque un buon affare, ma non potendolo tesserare lo mandammo a Pisa, anche se il buon Romeo Anconetani, diceva di averlo scoperto lui (risata, ndr), ma mio padre, erano amici, riconobbe al Pisa un premio di valorizzazione, non prima di averlo minacciato, bonariamente, di buttarlo dalla finestra (altra risata fragorosa, ndr)".
Poi risponde sulle contestazioni degli ultimi tempi, tra cui l'assedio alla sede in Piazza Savonarola: "Rimasi molto dispiaciuto, come credo fosse normale. Diciamo anche una verità: non siamo mai stati troppo amati dalla città, quasi sicuramente per colpa nostra e poco simpatici. Tranne il sottoscritto, ovviamente (ride, ndr)". Sulla sua presenza al Centenario rivela: "Purtroppo non ci sarò, avevo già un impegno al quale non posso rinunciare in alcun modo. Questioni familiari. Antognoni? Preferisco tenermi per me il giudizio".
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