Mai attesa fu maggiore per un primo turno di Coppa Italia a mezzo agosto
Palpita l’attesa per vedere questa Fiorentina con l’accento che sta nascendo: Attà, Oulaì, Jimenèz, Valdepenàs, Dragusìn Vierì, e adesso anche Mastantuò, volendo rispettare la probabile pronunzia campano lucana con cui veniva chiamato l’avo del nostro Franco il sannita, quel mastro Antonio, appunto mastro Antuono, che svolgeva un qualche mestiere artigianale in quel di Ripacandida paesino lucano dal quale origina la famiglia dell’argentino divenuto viola e dal quale giunge a noi il cognome del giovanotto. Del resto è proprio in questa accentazione compulsiva ed affettuosa di quasi ogni nuovo acquisto della nuova Fiorentina che si cela la gran voglia di esotismo, bellezza e fantasia dei tifosi della Fiorentina, abituati in questi anni a mercati dispendiosi, ma scarsi di qualità.
Mai primo turno di Coppa così atteso
Comunque, mai primo turno di Coppa Italia fu atteso con tanta inquietudine, specie a mezzo agosto, ma dopo il calcio d’accademia di luglio ed agosto la Fiorentina di Fabio Grosso è chiamata alla prima prova che non sia un allenamento aperto al pubblico, ma una gara con in palio un risultato che conta qualcosa, c’è quindi il desiderio di vedere come renderà questa squadra rivoluzionata anche in vista della prima ufficiale di campionato a Roma coi giallorossi, l’appuntamento che costituirà il vero debutto di fuoco della Fiorentina di Grosso, ma prima i viola sono attesi dal Benevento, proprio come dopo la tragedia di Astori fu una sfida coi campani che segnò la ripartenza della Fiorentina, era l’undici marzo del 2018 e i giocatori e i tifosi viola avevano il dolore nel cuore per la scomparsa del loro capitano, ma lo spettacolo aveva da continuare. Vinse la Fiorentina di misura con rete di Vitor Hugo, sostituto proprio di Astori, adesso la Fiorentina arriva da un’annata dove ha sfiorato la tragedia sportiva della retrocessione nell’anno del centenario e ricomincia dal Benevento, ma con nel cuore tanta attesa e tanta speranza per le prospettive che lascia presagire la nuova squadra che si sta costruendo. E tra le tante c’è una gran voglia di vedere in campo, quel Mastantuono che ha infiammato gli ultimi giorni la città sportiva riportandola a sognare, il campo inizierà a dirci prestissimo se invano o meno.
Qualche domanda lecita
E’ già calcio vero come dicevamo, ma non si capisce perchè in Italia si debbano iniziare le danze ufficiali coi cantieri ancora aperti, insomma col mercato in corso, una regola che infastidisce i club e i calciatori e soprattutto falsifica l’agone.
Ma come, ci si domanda, una decisione talmente di buonsenso e ampiamente condivisa come far partire il calcio a palle ferme, non si riesce proprio a prendere nel pallone italiano?
Evidentemente dinanzi a misure ragionevoli, assennate e condivise, i vertici del potere calcistico, vecchi o nuovi che siano, fuggono via come il diavolo dinanzi all’acqua santa. O tempora o mores, diceva Cicerone e gli faceva eco Gino Bartali sospirando è tutto sbagliato, è tutto da rifare!
Speranza Kean
Ma lasciateci chiosare con una speranza: sono usciti i numeri di maglia per i giocatori viola, ebbene Kean ha dato subito un bel segnale non temendo di prendersi la pesantissima nove, un’assunzione di responsabilità notevole, Gudmundsson ha scelto la undici, che in misura diversa reca con sè un significato comunque importante.
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