La provocazione di Pochesci: "Ci vorrebbero patentini anche per i presidenti. Fiorentina? Non sottovalutate Grosso"
L'allenatore Sandro Pochesci parla sempre senza peli sulla lingua. Intervenuto a Radio FirenzeViola durante "Palla al centro" ha lanciato anche una provocazione, il patentino per i presidenti di società di calcio: "Sono 25 anni che alleno senza procuratori, sono scomodo. Io mi rifiuto di chiamare i procuratori amici che portano giocatori. Io allenatore se ho 7 giocatori di uno stesso agente, come si è sentito nell'inchiesta di Report, sono morto, ci vorrebbero corsi anche per i presidenti perché dovrebbero sapere queste cose, gliele dovrebbero insegnare a Coverciano. Ci vorrebbe il patentino non solo per allenatori e direttori sportivi ma anche per i presidenti. Ma tornando al mio futuro, tra giovedì e venerdì ho due incontri con due società di serie C e serie D, incrocio le dita dai".
Parlando di Fiorentina, come giudica la scelta di Fabio Grosso? "Non sottovalutate Grosso, ha un percorso diverso da altri allenatori. Questa è la sua prima esperienza in un calcio importante perché metto la Fiorentina tra le squadre che giocano non per lo scudetto ma sempre per la Champions. Se ci sono arrivate Atalanta e Como, la Fiornetina ha più blasone. Grosso sarà una rivelazione come risultati, lui ha l'età giusta per il salto. A livello di generazione credo che lui ha fatto il percorso giusto ed ora gli è capitata la piazza giusta. Secondo me la Fiorentina ha scelto il miglior direttore sportivo che vuole rilanciarsi in Italia e dunque il binomio è il migliore per Firenze".
Thorsvedt importante per Grosso? "Quando un allenatore chiede un giocatore va accontentato. E' importante avere giocatori di fiducia perché entra magari nella testa del giocatore che in un'altra squadra magari non avrebbe la fiducia del tecnico. Tra gli altri giocatori del Sassuolo per me andrebbe bene Pinamonti che avrebbe le caratteristiche adatte alla Fiorentina.
Dell'avversario Grosso che ricordi ha? "Del Bari ricordo una squadra bella e brillante, allora lui era un debuttante ma poi quella società fallì. Ad esempio Floro Flores che io conosco mi parlò molto bene del tecnico appunto. Poi lui andò in Francia dove non ebbe troppa fortuna ma gli abruzzesi sono persone toste, di sostanza e personalità anche se lo vedi poco. Ora la Fiorentina è di seconda-terza fascia in Italia e con Paratici e Grosso può fare lo scatto"
Pensava nella conferma di Vanoli? "Deve ancora avere un suo Dna, è subentrato ed è difficile dare le proprie idee perché bisognava rimettere a posto le cose. Le chiamate le avrà avute ma dopo che alleni la Fiorentina uno spera in un salto e in Italia le squadre più grandi sono tutte sistemate. Mi era piaciuto anche in B. Ma vedi Nicola, ce lo ricordiamo per le sue imprese da subentrato ma non come allenatore titolare in serie A, che però non è necessariamente un difetto".
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