Fiorentina, Grosso per voltare pagina: mercato e identità al centro del nuovo ciclo

Fiorentina, Grosso per voltare pagina: mercato e identità al centro del nuovo cicloFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 15:52News
di Redazione FV

La Fiorentina riparte da Fabio Grosso. Manca ancora il passaggio formale con il Sassuolo, ma la scelta è fatta: sarà l’ex tecnico neroverde a raccogliere l’eredità di Paolo Vanoli e ad aprire il nuovo ciclo viola insieme a Fabio Paratici. Dopo una salvezza conquistata in extremis e una stagione ben al di sotto delle aspettative, il club ha deciso di voltare pagina. Vanoli ha centrato l’obiettivo per cui era stato chiamato, ma la società ha scelto una direzione diversa. Grosso porta con sé un’idea di calcio più verticale, un 4-3-3 da costruire attraverso il mercato e un rapporto già consolidato con Paratici, che lo considera il profilo giusto per avviare la rifondazione tecnica. Prima di arrivare alla decisione finale, la dirigenza viola aveva valutato più profili. Alcuni erano suggestioni, altri piste più concrete, ma la scelta di Grosso racconta soprattutto la volontà di Fabio Paratici di impostare una Fiorentina diversa: più riconoscibile, più verticale, più adatta a un 4-3-3 che richiederà interventi profondi sul mercato.

Fabio Grosso come prima scelta di Paratici

La reputazione di Fabio Grosso come allenatore è cresciuta nelle ultime stagioni al Sassuolo. L’ex campione del mondo ha riportato i neroverdi in Serie A e poi ha guidato la squadra verso una stagione positiva nel massimo campionato, mostrando un calcio organizzato, rapido nelle transizioni e fondato su principi chiari. A giocare a favore di Grosso è stato anche il rapporto con Paratici, che lo conosce bene dai tempi della Juventus. Il nuovo direttore sportivo viola aveva individuato in lui un profilo coerente con l’idea di ricostruzione: un tecnico non ancora consumato dalle grandi panchine, ma già abituato a lavorare su gruppi da modellare e su calciatori da valorizzare. Non sorprende, dunque, che la dirigenza viola abbia scelto Grosso per la panchina, e la sua nomina ha già smosso il mercato delle quote. Per chi volesse approfondire, GOAL ha stilato una lista di operatori affidabili per aiutare i tifosi a scoprire qual è il miglior sito di scommesse in Italia e per indicare dove poter formulare i propri pronostici sulla nuova era viola.

Il punto, adesso, sarà capire quali garanzie tecniche avrà il nuovo allenatore. Il 4-3-3 richiede esterni offensivi veri, terzini di spinta, centrali affidabili e un centrocampo capace di dare ritmo e copertura. Per questo il lavoro di Paratici sarà immediatamente delicato: prima ancora dei nomi, servirà dare alla rosa una fisionomia che nell’ultima stagione è mancata.

Sarri e le altre piste rimaste sullo sfondo

Maurizio Sarri è stato per qualche giorno il nome più suggestivo tra quelli accostati alla Fiorentina. Tecnico toscano, legato al territorio, reduce da un’esperienza difficile alla Lazio, avrebbe rappresentato una scelta di grande impatto e di forte identità calcistica. Il suo nome, però, non è mai diventato una pista realmente centrale nel nuovo progetto viola. Sarri avrebbe portato un’idea di gioco strutturata e un profilo molto forte, ma la Fiorentina ha scelto una direzione diversa, più legata alla ricostruzione tecnica impostata da Paratici. L’obiettivo non era soltanto trovare un allenatore di nome, ma individuare un tecnico compatibile con una rosa destinata a cambiare molto.

Anche Thiago Motta è stato accostato alla Fiorentina nelle settimane precedenti. Dopo l’esperienza alla Juventus, l’italo-brasiliano era libero e rappresentava un profilo capace di intrigare per il lavoro fatto in passato al Bologna. Anche in questo caso, però, la pista non ha preso corpo fino in fondo. La Fiorentina ha preferito puntare su un allenatore più raggiungibile e più direttamente inseribile nel nuovo assetto tecnico.

Il mercato sarà il vero banco di prova
Con la scelta di Grosso ormai indirizzata, la partita si sposta sul mercato. Paratici dovrà gestire una rosa molto ampia, tra giocatori da confermare, elementi in bilico, prestiti di rientro e profili da cedere. La parola "rivoluzione" non è esagerata, perché il gruppo uscito dalla stagione appena conclusa non può essere semplicemente ritoccato. Le fasce saranno uno dei reparti più coinvolti. Dodo è in bilico, con Roma e Napoli attente alla sua situazione e un rinnovo che non è mai decollato. Gosens, invece, ha uno stipendio importante e una posizione da rivalutare, anche se la sua volontà non sembra necessariamente quella di lasciare Firenze. Nel 4-3-3 di Grosso serviranno però interpreti diversi, soprattutto davanti: esterni offensivi capaci di attaccare l’uomo, dare ampiezza e garantire gol.

Anche in difesa e a centrocampo serviranno scelte nette. La Fiorentina dovrà capire su chi costruire la nuova spina dorsale: De Gea, Pongracic, Fagioli e Kean sono tutti nomi centrali ma con situazioni differenti. Il portiere ha qualità ed esperienza, ma anche un ingaggio pesante; Pongracic deve dare garanzie maggiori; Fagioli sembra uno dei profili più adatti alla verticalità richiesta dal nuovo tecnico; Kean resta un punto interrogativo legato a motivazioni, clausola e mercato.

Paratici tra budget, cessioni e nuova identità

Il viaggio negli Stati Uniti dei dirigenti viola servirà anche a chiarire il budget e le linee operative con la proprietà. Giuseppe Commisso ha già ribadito il ruolo centrale di Paratici, ma ora il direttore sportivo dovrà trasformare la fiducia ricevuta in scelte concrete. La Fiorentina dovrà rinforzarsi, ma anche sistemare i conti. Nessuno può essere considerato davvero intoccabile davanti a offerte importanti. Gudmundsson, Dodò e altri profili possono diventare parte del tesoretto necessario per finanziare il nuovo corso. Kean merita un discorso a parte, perché il suo futuro dipenderà anche dalla volontà del giocatore e dalle eventuali proposte che arriveranno dopo metà luglio.

La scelta di Grosso, quindi, è solo il primo atto. Il resto dipenderà dalla capacità della società di consegnargli una squadra coerente. Dopo una salvezza arrivata al termine di una stagione complicata, Firenze non chiede proclami ma segnali concreti: una rosa più equilibrata, un gioco riconoscibile e un progetto che riporti la Fiorentina lontano dalle paure vissute negli ultimi mesi.