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Paratici e l'endorsement di Giuseppe Commisso, il ds dovrà centrare un duplice obiettivo

Paratici e l'endorsement di Giuseppe Commisso, il ds dovrà centrare un duplice obiettivoFirenzeViola.it
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di Tommaso Loreto
Nel suo intervento di ieri Giuseppe Commisso ribadisce il ruolo centrale di Paratici. A lui il difficile compito di centrare un duplice obiettivo da conti da risistemare e una squadra rinforzata da consegnare a Grosso

Mica facile passare dalle parole ai fatti, tanto più se fino a oggi il salto dalla teoria alla pratica è stato quasi mortale. Eppure tra le pieghe dell’intervento presidenziale di ieri, molto poco calcistico per la verità, c’è un endorsement che rende ancora più pesante la responsabilità che grava su Paratici, chiamato ora a tramutare in scelte e decisioni concrete gli intendimenti del numero 1 viola, al secolo Giuseppe Commisso.

Il primo dei nominati

D’altronde il primo nominato da Commisso è proprio quel dirigente che la Fiorentina ha chiamato nel momento più difficile, ed è dal suo ruolo di primo piano che il club ripartirà a breve. Perché dopo i primi mesi spesi a interrogarsi su quanti e quali margini di manovra avrebbe avuto il neo ds adesso la ricostruzione passa interamente da lui e dalle sue scelte, tanto più dopo che dalla presidenza è arrivata la certificazione della centralità del suo ruolo nel progetto viola.

Doppio obiettivo: tecnico ed economico

Certo, come detto il compito che attende Paratici è tutt’altro che semplice. Perché oltre a conciliare esigenze di budget e di rosa (da consegnare a Grosso) il dirigente è impegnato in una ristrutturazione che riguarda un po’ tutti gli ambiti del mondo viola, dalla gestione del Viola Park alle figure di contorno alla squadra fino alla comunicazione. Una rivoluzione già sostanzialmente avviata ma che entrerà nel vivo soltanto questa estate, quando Paratici dovrà centrare il doppio obiettivo di restituire ossigeno alle casse societarie pur costruendo una squadra in grado di tornare (Commisso dixit) nella sua dimensione più congeniale, decisamente lontana dalla misera salvezza portata a casa di recente.

Tesoretto cercasi

Fondamentali saranno perciò le cessioni, almeno considerato un passivo di mercato che ancora oggi rappresenta una zavorra importante per Paratici. In tal senso nessuno sembra incedibile, nemmeno Fagioli a patto che le offerte siano all’altezza. Mentre su Kean regna il silenzio è allora su Dodò e Gudmundsson che il ds potrebbe cominciare a far cassa, liberando il brasiliano che piace a Roma e Napoli e cercando pretendenti per l’islandese il cui inserimento in viola è stato come minimo complesso. Perché prima ancora di accogliere facce nuove al Viola Park Paratici dovrà innanzi tutto sistemare i conti, magari abbassando pure l’asticella del monte ingaggi