Scade la clausola di conferma per Vanoli, ma su Grosso qualsiasi giudizio è prematuro. Conterà la sintonia col ds Paratici, un valore aggiunto che la Fiorentina non ha mai sfruttato
Quel che tutti sanno (ufficiosamente) ma che nessuno dice (ufficialmente), ovvero che dopo Paolo Vanoli toccherà a Fabio Grosso sedersi sulla panchina della Fiorentina il prossimo anno. Con la differenza, non banale, che per il tecnico uscente dei viola una prima certezza arriva direttamente dall'estinzione della clausola unilaterale per un altro anno di contratto che il club non ha esercitato nei suoi confronti.
Risposta implicita
Insomma, non è dato sapere se e come è stato comunicata a Vanoli l'interruzione del suo rapporto con la Fiorentina, ma di certo da casa viola non è arrivata la fiducia in vista della prossima stagione. Niente d'imprevisto, intendiamoci, ma pur sempre una dinamica che forse poteva essere diversa, almeno stando a quanto nel corso degli ultimi mesi, più o meno alla luce del sole, la Fiorentina si era peritata a sottolineare una tabella di marcia di Vanoli ai limiti del miracoloso. Di certo con l'estinzione della clausola per la conferma Vanoli da oggi ha una risposta implicita sul termine della sua esperienza (più che positiva) sulla panchina viola.
Giudizi a tempo debito
Dunque se, come pare, la Fiorentina ripartirà da Grosso, e se come sembra evidente fin da subito il nome del tecnico del Sassuolo è quello scelto da Paratici, viva Grosso e quel che potrà fare in viola. E' vero che il profilo del campione del mondo 2006 non scalda troppo i cuori della tifoseria, ma è altrettanto vero che al Viola Park servono idee e novità, e soprattutto una sinergia tra campo e dirigenza che fin qui non è mai stata troppo coltivata. Quindi piano con i giudizi, che oltre che prematuri rischiano di rivelarsi fallaci come del resto capitato l'anno scorso quando di questi tempi cresceva l'attesa affinchè Pioli si svincolasse dall'Al Nasrr di Cristiano Ronaldo.
I due Fabio
Insomma a rileggere il passato viola quel che è mancato potrebbe prendere vita a breve in virtù di un nuovo rapporto tra ds e allenatore. Qualcosa che non era stato possibile sviluppare nei primi anni della gestione Commisso per l'alternanza Montella-Iachini-Prandelli-Iachini e che non aveva funzionato troppo bene nemmeno nel trienno Italiano con Barone al comando o nell'anno di Palladino con Pradè evidentemente poco convinto. E' allora sui due Fabio di casa viola che andranno valutate le prospettive del prossimo anno, oltre che sul budget che la dirigenza conoscerà durante la visita in America. Nella speranza che da un asse fondamentale come quello tra chi costruirà la squadra e chi la allenerà possa arrivare un valore aggiunto che la Fiorentina non è ancora mai riuscita a sfruttare.
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