Silenzio! Parla Joseph: molto, per dire nulla (di calcio)
Ed all’alba del 3 giugno, giorno dedicato al martire ugandese Carlo Lwanga, parlò Joseph Commisso.
Gessato grigio a righine, scrivania davanti e alle spalle una credenza con le foto di famiglia, il presidente viola pronunzia il suo lungo discorso piuttosto sensato probabilmente letto su un gobbo, si tratta di un monologo, rigorosamente senza domande, proprio come va di moda in questi tempi di democrazia in crisi e perciò piace tanto a politici e grandi imprenditori, insomma ai padroni del vapore che non tollerano interruzioni nè interlocuzioni.
Joseph è nato e vissuto negli Stati Uniti e infatti non dice una parola in italiano, quindi sa Iddio perchè pretenda di essere chiamato Giuseppe e sa Iddio perchè taluni gli diano retta.
Comunque Joseph continua a parlare, nel sottopancia scorrono i sottotitoli della traduzione in italiano, i concetti sono semplici, condivisibili, ma soprattutto tutti vaghi e tesi a riconquistare la benevolenza dei tifosi che non a caso sono i protagonisti delle immagini che scorrono sullo sfondo: gente sorridente (chissà che fatica per trovarne di persone felici), belle coreografie della curva. Giunto alla fine Joseph pronuncia le uniche tre paroline in italiano dell’intero soliloquio: ’Sempre forza viola’, le stesse dette in Duomo a Firenze alla cerimonia dopo la morte del padre.
Quindi il messaggio giunto dall’America lo archiviamo così: un buon lavoro dell’ufficio stampa della Fiorentina abbastanza ben interpretato dal presidente, il quale astutamente si è ascritto tra le righe il merito di aver voluto l’arrivo di Paratici, quando invece finora la vulgata attribuiva spesso la decisione a Rocco Commisso prima di morire, ma si sa che la propaganda è come argilla nelle mani del vasaio, muta stile e forma con un colpo di dita.
Ora per Joseph e la Fiorentina arriverà però la parte più difficile, tradurre nei fatti i buoni propositi manifestati a parole.
Da notare infine che il presidente, pur toccando argomenti come il Centro sportivo e lo stadio, invece ha abilmente evitato di prendere impegni, anzi di fare qualunque accenno sia agli errori dell’anno appena trascorso che al calciomercato alle porte o alle cifre da investire, ma soprattutto agli obiettivi per il futuro, silenzio infine riguardo alla sponsorizzazione Mediacom, la Fiorentina è una società di calcio, ma il calcio è un argomento tabù, non a caso abbiamo definito riuscito il lavoro dell’ufficio comunicazione.
L’unica piccola concessione alla poesia è quel ‘non penseremo in piccolo’ che è talmente generico da prestarsi un domani a qualunque interpretazione. Comunque se Joseph avesse parlato dal vivo e fossero state concesse domande, è proprio quei temi che avrebbero riguardato. Ma l’agenzia BTA di stampo americano ha metodi ancor più stringenti di quella originale di matrice bulgara.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 2/07 del 30/01/2007
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