Grosso-Paratici, incontro per il mercato con i big in partenza e l’incognita Kean. Tifo viola in attesa: i moderati sembrano più critici degli ultrà. Via Gud e Dodo, Solomon conferma difficile. E ora occhio ai centrali

Grosso-Paratici, incontro per il mercato con i big in partenza e l’incognita Kean. Tifo viola in attesa: i moderati sembrano più critici degli ultrà. Via Gud e Dodo, Solomon conferma difficile. E ora occhio ai centrali
Oggi alle 00:00L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Si resta sospesi abbastanza, qui a Firenze, quando si tratta di cambiare allenatore. Successe con Italiano dopo l’addio di Gattuso prima ancora di essere effettivamente assunto, poi è stata la volta di Pioli recuperato anche come parafulmine dall’Arabia dopo le dimissioni-disastro di Palladino. Ora è la volta di Grosso, che deve definire l’addio dal Sassuolo e concordare anche la libertà dello staff (c’è sempre uno staff di mezzo, come nel caso di Italiano). Ma l’attesa non sarà lunga, né sembra esserci un margine per le sorprese.

Qualcuno intanto teme: il ds Paratici si sta adeguando alle abitudini viola? Onestamente ci sembra strano, avendo il nuovo dirigente esperienze precedenti molto dinamiche (lo stile non si perde per strada). Grosso magari non sarà stato la primissima scelta _ Paratici aveva guardato anche all’estero _ ma di sicuro è un allenatore che il Ds conosce e stima. Da qui bisogna ripartire facendo le cose per bene e secondo logica, condividendo ogni tipo di scelta per riportare identità in campo e passione fuori. In attesa che venga definita la separazione fra Grosso e il Sassuolo, è percìò ancora prematuro parlare di conferme e addii fra i giocatori, dovendo chi allenerà e farà mercato trovarsi d’accordo sulle linee da seguire. E non per telefono, proprio di persona e davanti alla lista completa dei nomi.

Di sicuro fra i big anche Kean andrà sul mercato e se qualcuno si aspetta di poter incassare la clausola da 62 milioni è pronto a vincere il premio di Ottimista 2026. La metà dei 62? Magari. La verità è che le condizioni fisiche di Moise rappresentano un punto interrogativo per chiunque abbia intenzione di investire  su un atleta che ha avuto così tanti problemi fisici (peraltro poco chiariti) per un infortunio alla tibia. In uscita anche Gudmundsson, ammesso che si possa trovare un equilibrio fra la cifra investita (oltre 20 milioni), il rendimento di un giocatore che neanche avrà la possibilità di mettersi in mostra ai Mondiali e gli eventuali appetiti di un club. Infine Dodo, che si avvia verso l’anno dello svincolo e nel frattempo non limita la sua attività social per mandare messaggi altrove. La speranza della Fiorentina che si possa aprire una piccola asta (per esempio fra Napoli e Milan) a pochi mesi dall’ingresso del giocatore nel glorioso club dei Parametri Zero. Il rapporto con Dodo non è stato granché nell’ultima stagione e anche il rendimento ne ha risentito: ricordiamo la firma del contratto in diretta a Moena, sotto una tribuna  piena di tifosi felici, e non possiamo fare a meno di dispiacerci per come rischia di finire. Solomon è destinato a rientrare al Tottenham, a meno che il club inglese non conceda uno sconto sui 10 milioni richiesti per il riscatto. L’operazione si presenta molto complessa e un primo confronto fra Paratici e il giocatore non ha aggiunto elementi di rilievo anche dal punto di vista delle motivazioni personali per orientare la trattativa nel senso positivo. Di sicuro gli esterni di attacco saranno ‘centrali’ per la Fiorentina che nascerà e questa _ lo dico a titolo personale, avendone invocato più volte la presenza nel corso della scorsa campagna acquisti estiva _ è una buona notizia.

Lo stallo precede il viaggio negli Usa per il confronto fra dirigenti e proprietà, che mai come ora è sotto la lente di ingrandimento dei tifosi viola. Almeno quelli molto critici del Centro di Coordinamento (152 club), mentre da parte della Curva Fiesole non sono recentemente arrivate posizioni ufficiali negative nei confronti della famiglia Commisso e dei dirigenti: sono stati insultati tutti, meno Vanoli e chi ha contribuito a gestire la società negli ultimi sette anni. C’è anche questa strana e apparente divisione all’interno del tifo viola, con la parte teoricamente più ‘calda’ che continua ad avere maggior pazienza rispetto ai tifosi moderati, ma a quanto pare sfiniti per un tipo di gestione calcistica molto originale. Vista da fuori anche questa è una situazione originale, certamente tutti sono in attesa del punto stampa dopo l’incontro con la proprietà a New York al quale parteciperanno il Dg Ferrari e il Ds Paratici.

In attesa di intercettare i primi nomi degli obiettivi di mercato viola, breve considerazione su Lorenzo Lucchesi, fiorentino, classe 2003, difensore centrale, 32 partite quest’anno nel Monza promosso in serie A e 27 presenze due stagioni fa nella Reggiana, sempre in serie B: la Fiorentina lo aveva ceduto a titolo definitivo per 2,2 milioni (riservandosi il 50 per cento della futura rivendita). Una buona operazione? Lo stabilirà il tempo. Sempre in quel settore, scelta dello stesso genere per Daniele Ghilardi girato nel 2022 al Verona (ricavo di 500 mila euro): il ragazzo era titolare dell’Under 19, poi è stato venduto dai veneti alla Roma per 8 milioni  e alla Fiorentina ne sono andati la metà. In questa stagione con Gasperini, Ghilardi ha messo insieme 28 presenze in tutte le competizioni e ora viene valutato una ventina di milioni.