N. AMRABAT A FV, SOFYAN NON SI ASPETTAVA UN ANNO COSÌ. HA GIÀ PARLATO CON GATTUSO. LITE CON PRANDELLI? CA**ATE!

20.05.2021 13:00 di Andrea Giannattasio Twitter:    Vedi letture
N. AMRABAT A FV, SOFYAN NON SI ASPETTAVA UN ANNO COSÌ. HA GIÀ PARLATO CON GATTUSO. LITE CON PRANDELLI? CA**ATE!

Con la partita di dopodomani a Crotone si chiuderà un’annata in chiaroscuro per Sofyan Amrabat, l’acquisto più costoso della storia della Fiorentina (20 milioni più bonus) nonché il pupillo del presidente Commisso, che nel novembre 2019 fece di tutto pur di portarlo a Firenze dopo averlo visto dal vivo a Verona. La resa in maglia viola del marocchino tuttavia non è stata pari alle aspettative, anzi: tanto con Iachini quanto con Prandelli il numero 34 non è riuscito a tornare sui livelli dell’esperienza in gialloblù - dove si era rivelato il miglior centrocampista di tutta la Serie A - e dunque anche per lui la stagione 2021/22 dovrà servire come trampolino per un netto cambio di passo. Per fare un bilancio sulla stagione del giocatore, Firenzeviola.it ha contattato in esclusiva chi conosce Amrabat meglio di tutti, ovvero il fratello Nordin, centrocampista in forza all’Al-Nassr che ha seguito con grande attenzione la prima annata a Firenze di Sofyan.

Nordin, inutile nasconderlo: l’annata a Firenze di Sofy non è stata per niente facile. Ha parlato con lui di questo?
“Sì, certo. Parlo molto spesso con mio fratello. Dopo ogni partita analizziamo insieme la sua prestazione perché entrambi siamo ossessionati dal nostro lavoro. È vero, non è stata una stagione facile per lui ma il discorso è legato alle performance di tutta la squadra. Se si guarda la classifica, nessuno può essere soddisfatto. E specialmente mio fratello, che è un vincente e che quando la sua squadra non vince si arrabbia sempre. Penso che l’impostazione tattica della Fiorentina questiono non lo abbia aiutato ad integrarsi al meglio”.

Perché dice questo?
“Sofyan è un giocatore aggressivo, che ama pressare alto e duellare con gli avversari: ha una forza ed una potenza impressionanti. Ama costruire il gioco da dietro e può maneggiare tranquillamente il pallone anche quando ha un avversario che lo pressa alle spalle. Ma il problema, almeno quest’anno alla Fiorentina, è che nessuno attacca gli spazi senza la palla tra i piedi. E di conseguenza gli avversari sanno bene quello che Sofyan o i suoi compagni fanno in campo, visto che il gioco dei viola è molto leggibile. A Verona era tutto diverso”. 

Crede che suo fratello si sia pentito di aver accettato la Fiorentina nel gennaio 2020?
“Be', "pentito” è una brutta parola: ma è vero che a quel tempo c’era molto interesse su di lui da parte di club che lottavano per la qualificazione in Champions League (e Sofyan quel torneo lo ha già giocato due volte). Certo, si aspettava qualcosa di diverso rispetto alla situazione che si è trovato a vivere e alla classifica attuale dei viola. Ma la scelta di venire a Firenze si basò, a quel tempo, sul faccia a faccia che ebbe con i dirigenti e sulla grande ambizione della società: sentì che c’era voglia di crescere e volle far parte del progetto. Io mi chiedo allora: perché la Fiorentina non dovrebbe essere dove si trova l’Atalanta adesso?”

A Firenze si è detto che c’era uno scarso feeling tra suo fratello e Cesare Prandelli: è la verità?
“Lasci che glielo dica: sono tutte cazzate! Non so da dove possano essere uscite certe voci. Sofyan ha sempre rispettato tutti i suoi allenatori e se andate ad analizzare la sua storia di calciatore, vedrete che non ha mai avuto un problema con alcun tecnico. Al contrario, ogni singolo mister che ha lavorato con mio fratello vi dirà che è un ragazzo fantastico e un professionista esemplare, che cerca sempre di migliorarsi e in campo dà tutto”.

Sofyan, al pari di tanti calciatori musulmani, ha dovuto fare i conti con il Ramadan il mese scorso: è stato un periodo che lo ha caricato?
“Penso che gli abbia dato una nuova energia. Se si guarda alla partita contro la Juventus, che lui ha giocato durante il Ramadan, tutti i cronisti hanno scritto che è stata una delle sue migliori partite di sempre con la Fiorentina. Il Ramadan del resto non è una novità per i calciatori musulmani, me compreso: ormai siamo abituati a digiunare da quando eravamo adolescenti. E in questo aspetto, la nostra religione ci dà forza spirituale. Dico sempre che la mente è il motore, mentre il corpo è solo lo strumento”.

Un anno fa uno degli allenatori che voleva con più forza Sofyan era Gattuso, che ora è uno dei nomi per la panchina della Fiorentina dell’anno prossimo: crede che insieme potrebbero aiutare la squadra viola a rilanciarsi?
“Sofyan ha già parlato con Gattuso: lo ha fatto l'anno scorso, quando lo voleva al Napoli. So inoltre da mio fratello che lui era un grande tifoso di Gattuso quando era giocatore, perché aveva la sua stessa mentalità in campo: ha sempre voluto vincere a tutti i costi. Ecco perché penso che sarebbe un buon allenatore per mio fratello. Se devo dire la mia, credo che il miglior tecnico per mio fratello sia uno tra Gattuso e Juric. Ad entrambi gli allenatori piace giocare a calcio quando hanno la palla. E quando invece è l’avversario ad avere la sfera tra i piedi, vogliono recuperarla velocemente. Ma quello che conta è che lui continui a fare al meglio il suo mestiere, come ha sempre fatto fin qui”.