Il tempo del Paraticismo: forza, scelte dure e fine delle ambiguità. Alzi la voce con i big e sia centrale in un club autorevole, non arrogante. Martinelli in prestito? Finalmente. Lazio incerottata, occasione da non perdere

Il tempo del Paraticismo: forza, scelte dure e fine delle ambiguità. Alzi la voce con i big e sia centrale in un club autorevole, non arrogante. Martinelli in prestito? Finalmente. Lazio incerottata, occasione da non perdere
Ieri alle 11:05L'editoriale
di Angelo Giorgetti

Rientrata in gioco a tre punti dalla salvezza, la Fiorentina deve decidere che cosa fare della propria stagione e di se stessa: dopo l’evoluzione tattica del Vanolismo, siamo perciò in attesa degli effetti del Paraticismo con la curiosità che accompagna ogni cambio di potere vero. E la successione non può limitarsi al campo, ma deve incidere sugli equilibri interni, i rapporti con la proprietà. La mano deve essere libera per cambiare molto. Gli abbracci dopo la vittoria contro la Cremonese non devono condizionarci, per cominciare il nuovo responsabile sportivo della Fiorentina dovrà avere la forza e il coraggio di rivoluzionare lo spogliatoio. Come dice il capitano De Gea, ‘se uno non vuole stare in una squadra può andare via, ne arriva un altro’. Il male della Fiorentina è nato dal precipizio in cui il gruppo dei calciatori si è ritrovato senza che nessuno abbia avuto gli strumenti per impedire il disastro. Anni di decisioni-flipper hanno prodotto una squadra spesso presuntuosa, raramente affidabile.. Ora serve una logica proiettata verso la rifondazione e l’arrivo di un uomo di calcio - niente beatificazioni, tanta curiosità - spinge la Fiorentina verso un futuro da esplorare a livello tattico e manageriale. Prevediamo un nuovo rispetto dei ruoli e l’introduzione di un linguaggio che si è perso nel corso degli ultimi anni, fra ripicche e prove di forza che perfino la Fiesole - dopo anni di clamoroso sostegno a scatola chiusa - ha sintetizzato in una parola: arroganza.

La nuova Fiorentina di Paratici non dovrà essere arrogante, ma autorevole. Non supponente, ma sicura nelle proprie mosse. E per esserlo dovrà correre il rischio di rinunciare a qualche ‘pezzo pregiato’ scontento di restare a Firenze. Paratici dovrà far valere la propria forza e i contatti che  ha nel mondo del calcio, in modo da rinforzarsi anche attraverso le cessioni. Se qualcuno ha deciso di andarsene, lo faccia a condizioni utili alla Fiorentina. Altrimenti resti assumendosi le sue responsabilità o le conseguenze. È il momento di fare la voce grossa, soprattutto con i big e con i loro procuratori: un gioco decisivo, nel quale la Fiorentina non può permettersi di essere l’anello debole. Non è questo il contesto ideale per attrarre giocatori di primo livello a titolo definitivo, ma prestiti e scambi possono diventare un’arma, se gestiti con intelligenza e fermezza. Ci auguriamo che con Paratici il club acquisisca nuova forza contrattuale e, nel caso, possa avere i nervi saldi di fronte a chi vuole andarsene senza proporre in cambio soluzioni adeguate. Il gioco dei procuratori in questo momento è decisivo, la Fiorentina non è nella posizione ideale per attrarre giocatori di un certo livello acquistandone il cartellino, ma la politica dei prestiti e degli scambi può essere una valida alternativa.

L’arrivo di Solomon è stato un primo assaggio del Paraticismo, un blitz su un giocatore con buone potenzialità e spessore europeo (48 presenze con la sua Nazionale) finito ai margini dopo un prestito dal Tottenham. Il cross al 92’ che ha innescato il gol di Kean dopo un rimpallo non deve spingerci verso un ottimismo ingiustificato, resta il fatto che Solomon rappresenta finalmente una opportunità per saltare l’uomo e cambiare modulo. Dal mercato ci aspettiamo un altro esterno e siamo sicuri che il centrocampo sarà rivisitato in modo pesante, in modo da piazzare giocatori che fin qui hanno deluso nonostante il costo del loro cartellino e la ricchezze degli ingaggi. Breve considerazione sul mercato in uscita: il giovane Martinelli è stato ceduto in prestito alla Samp, dove dovrà battere la concorrenza di Ghidotti (che non è De Gea). Finalmente - dopo due anni di parcheggio in panchina - il giovane portiere avrà la speranza di ottenere continuità misurandosi sul campo, perché senza quella è impossibile farsi un giudizio per chi gioca nel suo ruolo. Calcoli forse sbagliati da una parte e dall’altra, società e procuratore, perché dietro De Gea sarebbe stato difficile trovare spazio.

Dopodomani la Fiorentina tornerà in campo contro la Lazio e questa è un’occasione da sfruttare contro una squadra che sta vivendo un momento difficile. Tra espulsioni e cessioni (dopo Castellanos e in partenza Guendouzi), Sarri dovrà fare a meno di Noslin e Marusic: un colpo in trasferta sarebbe per i viola la prima vera svolta della stagione, anche perché domenica a Firenze arriverà il Milan e dopo ci sarà il Bologna fuori casa. Inutile fare tabelle contando le vittorie e i pareggi che servono per salvarsi, la quota classica si aggira sui 40 punti ma potrebbero bastarne dai 36 ai 39. Gli ottimisti - considerato il lento cammino e la modestia delle ultime - puntano ancora più in basso, ma qui ci fermiamo proprio per l’impalpabilità del tema e un mercato di gennaio che potrebbe cambiare equilibri tattici e di spogliatoio. Unica certezza: basta con i passi falsi.