Mihail incorona Drăgușin: "È un robot. Può ripercorrere le orme di Mutu alla Fiorentina"
Klaus Mihail, attuale direttore sportivo dello Charleroi, è stato direttore sportivo del Regal Sport Bucarest, la academy in cui Radu Dragusin ha militato in Romania dal 2013 al 2018. Intervenuto a Radio Firenze Viola, nella trasmissione "Chi si compra", il dirigente ha parlato della sua esperienza con il nuovo acquisto della Fiorentina, partendo proprio dal contesto del club della capitale rumena: "Il Regal Sport era una piccola realtà, ma con grandi ambizioni. Abbiamo iniziato nel 2014 con la licenza ufficiale dell'Atletico Madrid e il percorso di preparazione per diventare un'accademia calcistica di alto livello, integrando allenatori e metodologie spagnole nel nostro ambiente. Così nel 2015 abbiamo svolto la preparazione direttamente nell'accademia dell'Atletico Madrid, disputando anche un torneo lì. La generazione del 2002 è stata il culmine della nostra attività, un po' come la generazione che poi abbiamo visto nel 1998, quella di Hagi". Mihail ha descritto le prime sensazioni avute su Dragusin: "Lui e Luis Munteanu, che gioca nel DC United, sono tra gli elementi più rappresentativi di quella generazione. Nel caso di Dragusin vedi: è un robot, una guardia del corpo, un atleta completo. Mi ricordo la trattativa con la Juventus: c'è sempre una sorta di conflitto tra un club e un giocatore.
Il giocatore vuole ciò che è meglio per sé, il club vuole lo stesso. In quel momento le strade si sono semplicemente divise, è andato alla Juventus e gli faccio i complimenti per la sua carriera". Spazio poi a un pensiero sulla scelta di tornare in Italia, alla Fiorentina: "Lui è come "destinato" a giocare in Italia. In Premier League è molto difficile, molti giocatori non hanno avuto l'opportunità giusta o non si sono adattati, nel suo caso ha avuto anche un infortunio serio e il suo livello non è stato più lo stesso dopo lo stop. Ci sono stati anche molti cambiamenti nella dirigenza e, onestamente, con il Tottenham che rischiava anche di retrocedere, è un bene che sia uscito da quel tipo di ambiente. Penso che abbia le carte in regola per ripercorrere le orme di Adrian Mutu per la Fiorentina, magari con una carriera in viola di 4-5 anni, non so, a seconda di quella che sarà la strategia della Fiorentina. Certo, magari raggiungendo un livello che può essere quello di un quarto di finale di Europa League o qualcosa del genere, e poi di capitano della Romania. Insomma, ha grandi margini di crescita".
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