Firenze si stropiccia gli occhi dopo anni di auto-bullismo. Chiedevamo carta bianca per Paratici, in realtà ha avuto la carta di credito. Interventismo no-limits senza il Fair Play Finanziario e una domanda su Commisso
Gente che gonfia il petto, eccone un altro, mica siamo su Scherzi a Parte, ora Paratici ci compra anche il PSG e la Qatar Airways. Escono retroscena meravigliosi, anni di auto-bullismo calcistico cancellati da ricostruzioni spavalde: su Jimenez c’era anche il Manchester City, ma lo ha preso la Fiorentina. E passando di bocca in bocca, la narrazione finisce per scomodare anche l’Altissimo: ‘Te lo giuro, è andata così, ha preferito venire da noi’. Il mondo viola si è capovolto per interventismo no-limits. Magari Paratici usa i droni.
Tanti tifosi sono più orgogliosi di quando la Fiorentina giocava le tre finali perché sembra finalmente cambiato il vento, arrivano rinforzi veri nei tempi giusti, il club è spinto da un’ondata di Calcio e l’astuta architettura dei nuovi contratti impone una domanda: perché non si poteva fare prima? Perché _ nonostante gli investimenti _ sono passati 6 anni e mezzo che in campionato hanno prodotto un piazzamento medio fra il nono e il decimo posto? Abbiamo addirittura scoperto l’acquisto di un giocatore (Jimenez) quando era già al Viola Park, siamo passati dal tormentone ‘ore decisive per Longo’ alla forza dei fatti costruiti in un silenzio tombale.
Paratici sembra divertirsi come un gatto con i gomitoli, qualcuno si chiede se a New York abbia ipnotizzato Joseph Commisso attraverso le parole, oppure una pozione magica. Il Gatto Fabio non ha bisogno di interviste né della stampa amica che prodigiosamente ignora, zero anticipazioni, tanto gli affari vengono chiusi e poi ufficializzati in Tv a firme quasi fatte, con annunci Urbi et Orbi: contro l’interesse della categoria, devo dire che lo capisco. In genere meno si sa in giro e meglio è, la costruzione di una squadra è roba delicata e il Gatto lo sa bene: ora tutti applausi, i conti veri si faranno alla fine e allora, nell’imminenza delle prestazioni, può darsi che qualche notiziola filtrerà anche qui, briciole certo, un po’ di fusa con il contagocce.
Ma in fondo sono tutte quisquilie, direbbe Totò. A noi interessa che la Fiorentina sia costruita con la barra a dritta dopo anni in cui abbiamo perso la bussola e, per questo, torniamo a Joseph Commisso che ha preso formalmente il posto di suo padre in cabina comando. La domanda è: a che gioco sta giocando? Ha consegnato piena fiducia a Paratici e aperto i forzieri perché il fair play finanziario non è attivo, senza Coppe? E davvero la fresca multa Uefa da 6 milioni è stata sgranocchiata come fosse una nocciolina, oplà, c’è anche uno spritz? Insomma, mettiamola come vogliamo, ma questo è il nodo da sciogliere perché _ in termini di disponibilità _ Paratici non può credere di essere ancora alla Juve senza che la proprietà sia d’accordo. Diamolo dunque per scontato.
La Fiorentina pensa e spende in grande. In tanti chiedevamo carta bianca per il nuovo Ds, che in realtà ha avuto la carta di credito alzando di conseguenza moltissimo _ fra gli sbalorditi tifosi _ le quotazioni di Joseph Commisso. Ora ricordiamo che un club fuori dalle Coppe può anche essere aiutato finanziariamente dalla proprietà per diversi anni, ma poi se torna a partecipare in Europa dovrà dimostrare che la struttura dei costi è compatibile con i ricavi e con i limiti previsti dai regolamenti Uefa. Per intendersi. Il proprietario può anche ricapitalizzare per coprire le perdite, ma è il modello che dovrà essere virtuoso e ci sono parametri ben chiari che lo stabiliscono. Quindi la Fiorentina dovrà aumentare sensibilmente i ricavi e in modo strutturale.
Una spiegazione si chiama ‘volontà di patrimonializzare’, il valore complessivo del club aumenta in modo sensibile sa la rosa ha giocatori giovani e appetibili: una proprietà che eventualmente dovesse subentrare, potrebbe contare sulla competitività operativa sul campo, il che non guasta mai. Una scelta (quella di aumentare il valore della rosa) già avviata lo scorso anno con gli oltre 90 milioni consegnati a Pradè, certo che poi facendo bene i conti non è che gli acquisti abbiano moltiplicato il loro investimento. Verrebbe da dire: anzi. Ma la decisione della proprietà sembra chiara, ringiovanire e puntare sulla qualità, e allora occhi puntati sui nati come Jimenez dal 2005 in poi che si vanno ad aggiungere a Dragusin (2002) e Atta (2003). Fra i convocati per il ritiro ci sono anche i 2010 che Paratici ha scovato in prospettiva, ma mica tanto, se sono bravi si vedrà…
In questo trovo molto sensata la scelta di Andreazzoli al comando della Primavera e come supervisore dei tecnici delle giovanili. Andreazzoli ha 72 anni e una grande esperienza maturata fra l’altro sulle panchine di Empoli, Genoa, Roma. E’ stimatissimo. Non è venuto a Firenze per mettersi in mostra o trovare un trampolino di lancio, ma per individuare i profili dei giovani più adatti al salto nella prima squadra. Tutto logico, finalmente, perché il valore principale del settore giovanile è quello di produrre calciatori professionisti. E’ incredibile come aver sperato per anni che si parlasse di calcio, alla fine stia succedendo per davvero.
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