Il mondo viola si è capovolto in 52 giorni e tornano le code per gli abbonamenti. Mercato in fermento tra uscite in ponte e la caccia agli esterni
Si è capovolto il mondo viola, in appena 52 giorni, più o meno quelli trascorsi tra l’ultima giornata di campionato e l’apertura della campagna abbonamenti, prima cartina tornasole dello stato d’animo della piazza. Era il 22 maggio quando i viola allora allenati da Vanoli pareggiarono 1-1 con l’Atalanta dell’ex Palladino, ed era sotto la calura di ieri che per tutta la mattina i primi tifosi si sono messi in coda per sottoscrivere i primi 4000 abbonamenti.
I meriti di Paratici
Certo, quando si sono aperte le porte del Viola Park per il primo allenamento aperto ai tifosi il centro sportivo di Bagno a Ripoli non registrava il tutto esaurito ma c’è anche da comprendere chi non se l’è sentita di sfidare 40 e passa gradi di calore, ma intanto l’aria è cambiata anche e soprattutto nel mondo degli appassionati di Fiorentina. Logico che gran parte del merito per aver ribaltato gli scenari è del ds Paratici, altrettanto che il poker di colpi già messi a disposizione di Grosso (e ieri in campo vista la presenza di Dragusin, Viery, Atta e Jimenez) sia un ulteriore propulsore d’entusiasmo
Uscite in ponte
Intanto è proprio dal gruppo al lavoro al Viola Park che arrivano indicazioni sull’altra faccia del mercato, quella delle cessioni. Un fronte che fino a ora ha fruttato circa 14 milioni di euro cui eventualmente aggiungere, magari in tempi brevi, la cessione di Richardson che è seguito dai francesi del Le Havre e successivamente altre uscite che riguardino i vari Sottil, Nzola, Barak, Bianco e compagnia. Senza contare quel Moreno che dopo la buona annata al Levante potrebbe avere più mercato, e possibilità di monetizzare, di quanto si pensi. Discorso più delicato quello riguardante Gosens, la cui trattativa con lo Schalke 04 resta in stand-by seppure il tedesco sia comunque finito fuori dal gruppo allenato da Grosso.
Il resto del mercato
Restano semmai ancora sguarnite le corsie laterali offensive, quelle dove Solomon e Harrison non sono stati confermati e quelle dove la permanenza di Gudmundsson, in attesa del recupero di Parisi, è ancora tutta da decidere. Così mentre il limbo in cui si trova Koleosho sembra somigliare ogni giorno di più a una telenovela utile a tener nascoste ben altre piste, nemmeno su Bakayoko, Noa Lang o Zhegrova si registrano sensibili passi in avanti, con la conseguenza di un 4-3-3 nel quale, almeno inizialmente, Grosso dovrà inventarsi qualche esterno. Niente che preoccupi più di tanto una piazza che dopo la partenza sprint della Fiorentina, 52 giorni dopo i fischi arrivati a salvezza raggiunta, è pronta a fidarsi ciecamente di cosa deciderà di fare una nuova guida chiamata Paratici.
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