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Castellacci: "I club devono dire la verità su diagnosi e infortuni. Serve chiarezza"

Castellacci: "I club devono dire la verità su diagnosi e infortuni. Serve chiarezza"FirenzeViola.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Oggi alle 18:14Radio FirenzeViola
di Alessandro Buffi

Enrico Castellacci, a lungo medico della nazionale azzurra e attualmente nello staff medico dell'Uzbekistan allenata da Fabio Cannavaro, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso de' "I Tempi Supplementari" parlando dell'omertà delle società sul tema degli infortuni e di Fabio Grosso: "Grosso è un uomo pacato, questo non vuol dire che non è deciso, anzi fa sempre scelte precise. È un allenatore che studia, si informa e per questo lo reputo un allenatore all'avanguardia. Io, però, sono poco obiettivo, lo conosco da quando era piccolo. Lui ha avuto poi una grande fortuna nel vincere il Mondiale e di diventare un eroe del 2006. Ricordiamoci il suo grande gol alla Germania e anche di quanto Marcello Lippi lo considerasse, facendogli battere l'ultimo rigore nella finale. Lui ci spiegò perché, disse: 'Tu sei l'uomo dell'ultimo minuto e quindi batterai l'ultimo rigore'. È una persona speciale e oltre tutto caratterialmente si lavora e si vive benissimo. È un profilo importante, che ha davanti a se un futuro roseo". 

Ora la Fiorentina si vede decimata dagli infortuni. Quanto ci vuole per recuperare dall'edema osseo che ha riportato Parisi?
"Diciamo che non ci sono state delle diagnosi esatte. L'edema osseo è un'infiammazione con formazione di liquidi all'interno dell'osso. È sempre una rogna per il giocatore. A quanto mi risulta all'inizio non era così seria la cosa. Da un punto di vista medico è veramente noioso. Il recupero è sempre molto particolare". 

Noi non sapevamo che Parisi avesse questo problema. Lei come reputa questa omertà dei club? 
"Ha poco senso. Più si dice la verità, in particolare ai media, e meglio è, poi tanto la verità viene fuori. Questa è la diagnosi e questi sono i tempi di recupero. Io non vedo mai il senso. Non diamo però colpa subito al medico, perché è l'anello debole della catena. Quando si parla di comunicazione con la stampa è anche la società, che dice se una cosa si può dire o meno. Lo ribadisco che quando c'è un infortunio si dicesse subito che tipo di infortunio c'è e i tempi di recupero, così da non generare polemiche. Su questo servirebbe fare chiarezza".

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