E' già totoallenatore, sperando sia scelta convinta e condivisa
Purtroppo non sarebbe una novità, già in passato in casa viola era stato necessario trovare una sintesi da diverse valutazioni, anche se per capire bene che tipo di Fiorentina potrà essere quella del prossimo anno è giusto attendere. Solo la matematica salvezza può sancire il cosiddetto rompete le righe sull’anno in questione, seppure anche su questo, per tornare all’argomento cardine, potrebbero esserci diversi punti di vista.
Dalle basi per il futuro alla mentalità dei giovani
Già, perché chi pensasse a questo finale di stagione come all’occasione buona per testare ulteriormente la tenuta di qualche giovane calciatore si è scontrato in fretta con quanto riferito da Vanoli direttamente in sala stampa dopo il pari di Lecce. “Non mi piace la mentalità del far giocare i giovani, siamo nel rush finale è invece il momento di spingere” ha detto il tecnico dopo Lecce, allontanando in questo modo ipotesi di rotazioni che riguardassero i giovani e rinforzando l’intenzione di chiudere al meglio possibile. Chissà, magari pure per far alzare ulteriormente percentuali di permanenza.
Messaggi in contraddizione
Eppure, se in precedenza (dopo il 2-1 al Crystal Palace) sempre Vanoli aveva tirato in ballo un primo momento in cui gettare le basi per il prossimo anno, immaginare che in questo finale di stagione si debba pensare solo a migliorare il piazzamento in classifica parrebbe fin troppo riduttivo. Al contrario valutare qualche profilo di belle speranze rappresenterebbe un buon motivo d’interesse per le prossime 5 giornate, e perchè pure per l'anno prossimo, fermo restando che la questione più impellente non può che restar legata alla guida tecnica.
Il bivio allenatore
E allora forse non è una coincidenza se anche sul piano della scelta da operare sull’allenatore i messaggi, per ora, paiano come minimo divergenti. Mentre resiste l’anima più conservativa, che ad oggi continua a tenere in corsa Vanoli per un’eventuale conferma, non mancano le alternative, segno che più di un contatto è stato portato avanti. Dall’idea Mourinho, che ha avuto un fondamento, ad altre piste come lo spagnolo Iraola, passando ovviamente anche per gli italianissimi Sarri e Grosso, non è ancora possibile escludere niente. Se non l’augurio (più o meno il solito da un bel po’ di anni a questa parte) che qualsiasi strada si decida d’intraprendere sia il più possibile convinta e condivisa.
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