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Bacci: "Fiorentina, il tempo non si compra. Gonçalves? È un giocatore 'ibrido' e va aspettato"

Bacci: "Fiorentina, il tempo non si compra. Gonçalves? È un giocatore 'ibrido' e va aspettato"FirenzeViola.it
Oggi alle 15:40Radio FirenzeViola
di Francesco Benvenuti

L'allenatore Cristiano Bacci è intervenuto ai microfoni di Radio Firenze Viola per parlare dei temi d'attualità di casa Fiorentina e della Serie A e, sfruttando la sua lunga esperienza nella Primeira Liga, ha inoltre espresso pareri molto interessanti sull'inizio di stagione di Joao Mario e Pedro Gonçalves: "La classifica non rispecchia il valore della rosa - ha esordito - e quindi da un lato è sorprendente questo inizio, da un’altra prospettiva non sono però sorpreso perchè purtroppo il tempo non si compra e per costruire serve tempo, qualunque sia la rosa, la squadra e l'allenatore. È vero che la classifica ora piange, però ho visto anche buone partite e buone prestazioni e bisogna ripartire dalle prove con Atalanta e Inter. Detto questo però contro un Sassuolo reduce da tre sconfitte pesanti la Fiorentina deve cercare di vincere". 

Si insiste molto sul fattore anagrafico per spiegare alcune delle criticità della rosa, come l'assenza di un vero leader: condivide?
"Secondo me non dipende da quello, dobbiamo essere consapevoli che svecchiare le rose fa parte del calcio di oggi: ci sono più impegni ravvicinati e questo spinge tutte le società a puntare molto sui giovani - a mio parere in maniera giusta - anche se in Europa lo stanno facendo da anni. È un rischio calcolato affidarsi ai giovani, visto che poi, alla lunga, ci sono benefici".

In virtù della sua lunga esperienza in Portogallo e della sua conoscenza della Primeira Liga si aspettava queste difficoltà per Joao Mario in Italia?
"João Mario è reduce da una buona partita con l’Atalanta, ma la differenza rispetto al Portogallo (e al resto dell’Europa) è che in Italia c'è molta, molta più tattica e i giocatori questo possono pagarlo. Il campionato portoghese è un po' meno fisico, non nel senso di velocità ma di struttura. Ecco, Joao Mario in Italia sta pagando il suo essere un giocatore non molto strutturato. Lui è un elemento che ha caratteristiche di spinta, non è un terzino difensivo e deve avere deve avere compiti strettamente offensivi"



E di questo inizio in salita - e con scarso minutaggio - di Pedro Gonçalves che pensa?
"Non mi permetto di entrare nelle decisioni di Vanoli, credo però il giocatore stia pagando una questione tattica. Gonçalves non è un esterno e non è un 10, è un ibrido. Nello Sporting giocava spesso in un 3-4-3, lì era il giocatore che da sinistra convergeva dentro. Capisco quindi la difficoltà a impiegarlo, però è un giocatore forte, tecnico, molto bravo in area di rigore e anche negli assist: per questo va aspettato". 

Si segna tanto e il tempo effettivo è aumentato con le nuove regole: è una Serie A più godibile?
"Sono favorevole alle nuove regole e all’effetto che esse hanno ad esempio sul tempo di gioco. Il primo a beneficiarne è lo spettatore. Parlando da allenatore però a me non piacciono le partite ad altissimo punteggio, sinonimo di mancanza d’equilibrio. La Serie A è sempre stata un contesto “bloccato” all’interno del quale è difficile fare gol. Quindi, da un punto di vista delle realizzazioni sicuramente per chi guarda le partite è un campionato più bello, però dal punto di vista prettamente tattico e tecnico secondo me ci sono margini di miglioramento e situazioni che non devono portarci a scimmiottare gli altri".

Tornando al Portogallo: l’impatto di Varela (l’anno scorso al Gil Vicente) è stato devastante in Serie A: 9 gol in 9 partite con il Monza. 
"Il responsabile dell’area tecnica del Monza, Francesco Vallone, ha lavorato con me a Udine, e Gustavo è figlio di Fernando Varela, mio ex giocatore ai tempi del Paok; quando mi è stato chiesto un parere ho spinto molto per l’acquisto di Gustavo. A Monza sono stati molto bravi a vederlo perché non era titolare e giocava a sprazzi al Gil Vicente, eppure aveva già fatto intravedere ottime cose".

Dopo la salvezza all’ultimo secondo con l’Estrela cosa cerca dalla sua prossima avventura?
"Essere fermi è devastante e guardare le partite è difficile. L’importante adesso è non fare scelte affrettate e non farsi guidare solo dalla voglia di rientrare: si deve essere freddi e lucidi nel capire il momento giusto per dire sì e rientrare".