Sono preoccupato ma vedo una luce e vi spiego perché. Atta, che succede al Viola Park? Gonçalves non meritava solo tre minuti in campo. Fagioli: giù le mani!
Sono molto preoccupato come tutti voi per la Fiorentina. Lo sono tanto per il presente, visto che la classifica assomiglia tremendamente a quella dello scorso anno, quanto per il futuro dato che ad oggi quelle pedine acquistate per costruire un domani una Viola bella e vincente fin qui stanno lasciando a desiderare. Eppure, voglio provare a vedere qualcosa di buono nel recente ciclo di gare che, al cospetto di tre big, ha visto la squadra di Vanoli ottenere il solo punto racimolato giovedì sera contro l’Atalanta. Rispetto a dodici mesi fa, dove a farla da padrone era un gruppo caratterizzato da un elettroencefalogramma piatto, qua c’è un’anima. Si vede che la Fiorentina di oggi lotta, si impegna e tiene testa a squadre molto più forti di lei. Magari commette errori marchiani (troppi e in sequenza), magari pecca ancora di ingenuità colossali (quella costruita in estate è la quarta squadra più giovane della Serie A, dopo Monza, Frosinone e Parma) eppure dà sempre la sensazione di voler sudare la maglia. Di voler onorare la casacca che indossa.
Della sfida contro la Dea ho apprezzato in particolare due cose: la reazione che c’è stata nel secondo tempo, dove è arrivato il momentaneo ribaltone, e la voglia di provare a vincere la partita nel finale di gara, dopo che è arrivato il 2-2. In altre gare (ma volendo anche nel primo tempo di giovedì la Fiorentina c’è andata vicinissima…) De Gea e soci erano riusciti nell’impresa di prendere due gol a distanza ravvicinatissima (parliamo di 4, massimo 8 minuti di distanza l’uno da l’altro), complici dei blackout mentali preoccupanti: è accaduto a Genova, si è ripetuto col Como e pure con l’Inter. Eppure contro la truppa di Sarri dopo il pari di Zalewski la Viola ha mostrato coraggio e voglia di vincere. Ed è questo che mi fa ben sperare in vista delle prossime sfide e del prossimo ciclo di gare - molto più abbordabili - che ci saranno dopo la sosta. Un anno fa, di questi tempi, la squadra mostrava la vitalità di un’ameba e non aveva uno straccio di gioco.
Certo, un giorno sarebbe bello che Paolo Vanoli potesse disporre a piene mani di tutta la rosa a sua disposizione. E se su Atta non può essere certo una sua colpa se il giocatore è vittima di misteriosi problemi ai muscoli addominali (dicitura che vuol dire tutto e non vuol dire nulla: quando si saprà con certezza, in assenza di un report vero e proprio, quando il francese potrà tornare in campo? Dottor Pengue, pronto? C’è nessuno?), su Oulai e Gonçalves una domanda è lecito porsela. Possibile che il tecnico non abbia ravvisato, nei giorni che hanno portato alla sfida con l’Atalanta, che questo Fagioli ad oggi non è da corsa e che l’ivoriano ha tutto per essere un titolare di questa squadra? Possibile che il portoghese meriti davvero solo tre (tre!!!) minuti in campo contro l’Atalanta, in una gara che per la Fiorentina era vitale vincere? Allora, in attesa del mercato, vediamo se intanto è possibile salvare la baracca con chi già è in rosa.
A proposito di Fagioli: sul tema legato alla mezzala mi sono già esposto ieri su FirenzeViola con un video-editoriale ma affronto volentieri l’argomento di nuovo anche in questa sede. A me pare che a Firenze siamo diventati bravissimi a distruggere i giocatori e molto meno bravi ad aspettarli. E quello che sta succedendo a “Fagio” ne è l'ennesima dimostrazione. Davvero bastano alcune prestazioni negative e una sostituzione all'intervallo per celebrare il funerale calcistico di uno dei pochi giocatori della Fiorentina che sanno dare del tu al pallone? Ci siamo già scordati di quanto ha fatto il giocatore per la maglia viola l’anno scorso? Del ruolo che in poco tempo ha assunto anche in Nazionale con il ritorno di Mancini? Non commettiamo l'errore di trasformare una bocciatura di quarantacinque minuti in una sentenza definitiva. Perché Fagioli oggi va criticato, stimolato, magari anche mandato in panchina. Ma soprattutto va recuperato. La Fiorentina ha bisogno di ritrovare Fagioli e non certo di liberarsene. E questa, credetemi, è una differenza enorme.
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