Da Vanoli a Grosso: come la Fiorentina ha scelto il suo nuovo allenatore

Da Vanoli a Grosso: come la Fiorentina ha scelto il suo nuovo allenatoreFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
giovedì 4 giugno 2026, 15:52News
di Redazione FV

Se da un lato la salvezza della Fiorentina in Serie A è senza dubbio un traguardo da accogliere con favore, dall'altro non basta a placare la frustrazione per una stagione 2025/26 decisamente al di sotto delle aspettative. La sfida per il prossimo anno sarà capire se il club riuscirà a invertire la rotta.

Il rilancio doveva inevitabilmente passare dalla scelta di un tecnico di spessore. Paolo Vanoli ha compiuto una vera e propria impresa mantenendo la Viola nella massima serie, ma alla fine la società ha deciso di aprire un nuovo ciclo, confermando Fabio Grosso come suo successore con un contratto biennale valido fino a giugno 2028.

Prima di puntare sull'ex allenatore del Sassuolo, la dirigenza viola aveva diversi profili sul tavolo. Nelle settimane precedenti alla decisione finale erano emersi tre nomi in particolare, e ciascuno avrebbe impresso una direzione diversa al progetto tecnico. Ecco come queste tre opzioni hanno finito per plasmare la scelta definitiva.

Fabio Grosso come prima scelta di Paratici

La reputazione di Fabio Grosso come allenatore è cresciuta in modo esponenziale nei due anni trascorsi al Sassuolo. L'ex nazionale azzurro ha conquistato la promozione con i neroverdi alla sua prima stagione e, nonostante i pronostici iniziali li indicassero in lotta per non retrocedere, ha guidato la squadra verso un tranquillo piazzamento a metà classifica nel campionato appena concluso.

Il Sassuolo ha inoltre ottenuto risultati di rilievo contro le grandi del torneo, tra cui una vittoria per 2-0 contro il Milan e un pareggio per 1-1 contro una Juventus che partiva con i favori del pronostico. A giocare a favore di Grosso, tuttavia, è stato soprattutto il forte legame con il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, con il quale aveva già collaborato ai tempi in cui giocava in bianconero.



Non sorprende, dunque, che la dirigenza viola abbia scelto Grosso per la panchina, e la sua nomina ha già smosso il mercato delle quote. Per chi volesse approfondire, GOAL ha stilato una lista di operatori affidabili per aiutare i tifosi a scoprire qual è il miglior sito di scommesse in Italia e per indicare dove poter formulare i propri pronostici sulla nuova era viola.

Sarri e le altre piste rimaste sullo sfondo

Per un breve istante, Maurizio Sarri è sembrato la scelta locale più ovvia. Il tecnico toscano stava affrontando quella che lui stesso ha definito come una delle stagioni più difficili della sua carriera alla guida della Lazio, e i biancocelesti hanno chiuso il campionato al nono posto, mancando l'accesso alle competizioni europee per il secondo anno consecutivo.

Sarri è cresciuto a pochi passi dallo stadio Artemio Franchi, motivo per cui un approdo a Firenze avrebbe avuto il sapore di un ritorno a casa. Così come Grosso, anche lui conosceva bene Paratici, essendo stato scelto proprio dall'attuale dirigente per la panchina della Juventus nel 2019. Alla fine, però, Sarri ha raggiunto una risoluzione consensuale con la Lazio a fine maggio 2026 e ha accettato un'offerta dall'Atalanta, tirandosi di fatto fuori dai radar della Fiorentina.

Thiago Motta quale outsider già sul mercato

A differenza di Grosso, che era saldamente legato al Sassuolo, e di Sarri, impegnato con la Lazio, Thiago Motta era libero sul mercato già da diversi mesi. Secondo alcune indiscrezioni, il club lo aveva inserito nella propria lista dei desideri e aveva persino sondato il terreno per l'ex centrocampista dell'Inter.

Motta si è affermato come uno dei tecnici più promettenti del panorama calcistico europeo durante il suo periodo al Bologna, trascinando il club a una storica qualificazione in Champions League, e molti tifosi viola speravano che potesse replicare quell'impresa attraverso il suo gioco propositivo. Dopo l'ultima esperienza alla Juventus, tuttavia, l'italo-brasiliano ha preferito attendere la chiamata di un top club europeo, spingendo la Fiorentina a percorrere una strada diversa.