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Il toccante messaggio di Cristiano Lucarelli a Igor Protti: "Farò quello che mi hai chiesto"

Il toccante messaggio di Cristiano Lucarelli a Igor Protti: "Farò quello che mi hai chiesto"FirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 20:00News
di Redazione FV

L'Italia si è svegliata stamani con la tragica notizia della morte di Igor Protti, ex attaccante e bandiera assoluta del Livorno scomparso all'età di 58 anni dopo aver combattutto contro una malattia grave che era nota a tutti; è stata una giornata di ricordi da parte del mondo del calcio e non solo nei confronti di un calciatore sopraffino dalla carriera irripetibile, che ha legato la sua immagine al Livorno, a Livorno e ai suoi tifosi. E a un altro attaccante leggendario per la città toscana, Cristiano Lucarelli, una coppia che ha fatto sognare più di una generazione. E proprio Cristiano Lucarelli, attraverso il suo account instagram, ha condiviso un toccante messaggio per il compagno d'attacco e amico scomparso: 

"Venerdì 12 giugno, ore 9:42.

Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor.

«Cri, sono arrivato.»

E io: «Come, scusa?»

«Cri, sono arrivato.»

«Scusa, in che senso?»

Lui: «Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa.»

Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui.

Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: «Vi lascio soli», come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente.

«Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me.»

«La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me …»

Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella merda di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste. Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo , che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città  giustamente ti tributerà , mi manchi di già permalosone…".