La verità dopo l’incontro a New York, istruzioni per l’uso: ammettere gli errori e promettere poco. Basta con le divisioni, uno degli sbagli più clamorosi fatti dal club (lo hanno capito anche gli ultrà). Paratici ultimo bonus.
Il lungo ruminare negli Usa e ora l’evento, cioè la conferenza stampa per raccontare New York vista con gli occhiali viola: budget e programmi, capiremo da quali basi ripartirà la Fiorentina. Più di un mese fa (11 maggio) mi ero augurato proprio su Firenze Viola che Paratici volasse negli Stati Uniti per conoscere di persona la proprietà, in modo da evitare ogni tipo di equivoco e prendere le giuste misure, evitare frasi riportate, approfondire i dettagli di ogni singola questione.
Speranza esaudita e ora c’è molta attesa per capire il succo di un confronto rimasto segreto, come se il club avesse voluto proteggere il momento pubblico di trasparenza evitando ogni spiffero privato. E’ una strategia di comunicazione e la rispettiamo volentieri. Magari finalmente è anche quella giusta.
Nell’attesa della conferenza stampa, qualche istruzione non richiesta. In giro l’aria è quel che è e Firenze solo attraverso la sua fantastica passione può aver resistito all’ultima ignobile annata (preceduta, come purtroppo ben sappiamo, da altre stagioni ricche di originalità calcistiche). C’è fra i tifosi molto disincanto e le parole serviranno il giusto, almeno quelle sbilanciate perché _ ahimé _ ne abbiamo già sentite parecchie.
Quindi: la credibilità si ottiene con i fatti, ma anche con i sentimenti che dovranno essere ricostruiti.
Nell’ordine serviranno ammissione di responsabilità, toni bassi, promesse sensate, ricerca di unità. Personalmente, l’unica garanzia che interessa davvero è che la Fiorentina sarà diversa dal passato in termini di programmi, coerenza e rapporti con l’esterno.
Ammissione di responsabilità: non è un difetto dichiarare di aver sbagliato. Può succedere anche avendo investito più di 90 milioni sul mercato, perché non basta comprare i giocatori, bisogna saperli gestire attraverso la forza e la struttura di un club. Esattamente i temi sui quali Paratici ha anticipato pubblicamente di voler incidere: la prima vera risposta che ci aspettiamo dopo il viaggio negli Usa in fondo è questa, ‘capire se la proprietà ha capito’. Più ancora del budget? Per quello e lo sviluppo delle operazioni ci affidiamo al nuovo Ds, che dovrà essere protagonista di un mercato che fatico a definire. Il primo aggettivo che mi viene in mente è ‘fantasioso’. Ci sorprenda scegliendo giovani forti che non conosciamo abbastanza, ma che magari sono già titolari in altri campionati.
Toni bassi, promesse sensate: speravamo di averli rimossi, ma ogni tanto tornano sgradevolmente a galla alcuni passaggi aggressivi di vecchie conferenze stampa. E poi i richiami all’ambizione, alla grandezza, a ogni tipo di situazione che in realtà poi è rimasta in canna. Quindi, per favore, ora scendete dal piedistallo e calibrate la comunicazione, addolcitela, rendetela coerente. Servirà del tempo per ricostruire? Ditelo. Le qualificazioni in Coppa non saranno un obiettivo imminente? Ammettetelo. Il monte ingaggi dovrà essere ridotto? Fatelo sapere. Qualche big sarà sacrificato? Comunicatelo. Low profile, sperando di sorprendere. Tutto, ma proprio tutto, può essere accettato se ci sono trasparenza e la sensazione che sta nascendo qualcosa di nuovo e in questo caso _ ribadiamo il concetto _ di veramente diverso.
Basta con le divisioni: punto fondamentale e non sia mai che anche il club lo abbia capito, dopo anni di schermaglie e discutibili strategie. Di sicuro posso garantire che alcuni dei capi ultrà ci sono arrivati da tempo.
Ero a Loro Ciuffenna per la grande festa del Viola Club Valdarno, c’erano 800 persone in piazza e sono intervenuti in collegamento da New York anche Joseph Commisso e Fabio Paratici. Passione vera, fra quella gente riunita per celebrare il proprio sentimento. Sono arrivati alcuni giocatori della Primavera con la Coppa della vittoria e in campionato e sembrava che sul palco fosse salito il Real Madrid: quanto gioia, fumogeni viola, cori, chi non era presente non può capire.
Ho avuto modo di parlare con alcuni vecchi ultrà, qualcuno di loro è ancora attivo con ruoli di rilievo nella Curva di oggi e tutti _ ripeto TUTTI _ sono convinti che la ripartenza possa rinascere solo se ci sarà unità fra le componenti, compresi i media che in passato sono stati un bersaglio facile da offrire in pasto a una parte della tifoseria. Insisto: la divisione fra ‘buoni e cattivi’ (non solo per quanto riguarda i media) ha creato una serie infinita di danni collaterali.
Ha diminuito le forze. Ha creato distanze. Un club che ha identità deve viaggiare per la propria strada, senza il bisogno o la tentazione di surfare sull’onda di un appoggio pasdaran che qualifica solo chi ricorre a strategie di quel tipo. A Loro Ciuffenna è intervenuto Paratici, il quale ha semplicemente promesso che cercherà ‘di costruire la miglior squadra possibile’. Joseph Commisso ha aggiunto che c’è voglia di risalire per far tornare la Fiorentina dove merita, puntando sull’unità.
Nel caso Firenze riuscisse a ricomporre la propria anima, sarebbe una grande vittoria dopo anni in ordine sparso. Spero che il sentimento respirato a Loro Ciuffenna, con quelle 800 persone riunite per invocare il rispetto di una passione e un nuovo modo di gestirla, sia riuscito ad attraversare il mare.
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