Giulio Dini: "Non pensavo ci fosse un peggio a Pioli. Bentornato Vanoli"

Giulio Dini: "Non pensavo ci fosse un peggio a Pioli. Bentornato Vanoli"FirenzeViola.it
Oggi alle 14:45News
di Redazione FV

Così l'avvocato, ds e scout Giulio Dini, conduttore di Scanner su Radio Firenzeviola, in un post su Facebook riferito al cambio sulla panchina viola tra Grosso e Vanoli: "Se hai vissuto la passata stagione, almeno da fine dicembre, hai realizzato che si stava correndo un rischio enorme. Una rosa imperfetta messa su con un notevole sforzo economico senza un riferimento che fosse un’idea di gioco o un capo carismatico. Rispetto alla scorsa stagione hai dei ragazzi catapultati in una realtà nuova, tra le 5 stelle lusso del Viola Park ed il cantiere del Franchi dove regna l’identità e il fiorentino vuol vederti sputar sangue. Prima che loro capiscano che aria tira e compatibilmente con la loro natura, le loro motivazioni, i loro contratti, la squadra a dicembre ha due punti invece di quattro. E allora richiami uno che prima di tutto è una persona per bene e che ha mostrato di tenere i ragazzi sul pezzo, ossessivamente. Con lui puoi guardare lontano? Non lo so, ma sicuramente è uno che ascolta e si confronta, non uno che si lamenta di non aver potuto mettere in campo il centravanti già trasferito ad un’altra squadra (e qui mi chiedo cosa ci stia a fare il procuratore se non a consigliare il proprio assistito su come stare al mondo). Ero tornato alle mie riflessioni pubbliche - dopo una Siberia autoimpostami - proprio per congedarmi da Vanoli e spiegare perché per me non avrebbe potuto essere l’allenatore del domani. Non potevo immaginare che esistesse un peggio alla gestione Pioli nè che si potesse andare avanti con la clausura di Vanoli che ti doveva salvare. Il punto è questo: oggi Paolo, con 35 giornate davanti, può costruire un’idea di gioco, dare un’identità.

Potremo giudicarlo per questo, stavolta che non esistono pregiudiziali. Certo, ci sarà da serrare le fila, dare equilibrio,affidarsi a quelli che ti hanno già seguito lo scorso anno ed ai quali ti sei affidato responsabilizzandoli ulteriormente. Ma potrai anche godere di colpi e numeri che Solomon e Harrison non avevano, del talento di Atta (e non di Fabbian), delle motivazioni di Pellegrino e Beto invece che dover rimaner appeso alle paturnie del rapper che, non scordiamolo, l’anno scorso avrebbe dovuto salvare la squadra che, invece, si è salvata da sola. Se questo è sufficiente a render più tranquillo e consapevole Vanoli, allora possiamo sperare che lasci pure Mr. Hyde negli spogliatoi e viva la panchina con la necessaria lucidità (nei 90’ non gli abbiamo mai visto cambiare la partita con le sostituzioni) cercando di non atterrire quei caratteri che hanno bisogno di una frase detta bene invece che di una sventagliata di mitra. A questo punto vogliamo, dobbiamo, permettergli di provarci. Quindi, ben tornato a Firenze Paolo. Hanno ammazzato Paolo, Paolo è vivo, si potrebbe dire".