La linea arbitrale di Orsato e la scomparsa del Var: ancora 0 chiamate al monitor
Siamo ormai agli sgoccioli del terzo turno di Seria A e fino ad ora nemmeno l'ombra della tecnologia, del tanto richiesto Var. Questo non è un caso. Dopo gli scandali arbitrali che hanno riguardato l'ex designatore arbitrale, Gianluca Rocchi, è stato scelto al suo posto Daniele Orsato, che ha adottato una linea totalmente opposta, puntando su uno stile arbitrale volto a imitare quello inglese, che si fonda su: meno fischi su contatti lievi, meno perdite di tempo e più calcio giocato. Questa rotta è positiva, come sottolineato da Chivu nel post partita contro il Napoli, ma rischia di mettere da parte, forse troppo, uno strumento importante e in parte rivoluzionario, come quello del Var, che nelle prime tre giornate non è mai stato preso in considerazione, anche su episodi che necessitavano di una revisione.
Per fare alcuni esempi: il fallo in area di rigore di Dragusin su Monterisi, la spinta a due mani di De Bruyne su Vazquez e il tocco di mano di Lobotka contro l'Inter. Tutti questi episodi dovevano essere controllati, dato l'errore evidente commesso dai vari direttori di gara, che non hanno avuto la possibilità di correggersi sfruttando l'ausilio della tecnologia. Dunque la linea intrapresa da Orsato e dalla sua squadra arbitrale piace, ma non deve portare alla lenta sparizione del Var.
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