Ottobre in pendenza: dal Genoa alla Juventus, la Fiorentina ha uno dei calendari più ostici, ecco il dato sulla Strenght of Schedule
Sono giorni in cui Paolo Vanoli e i suoi stanno stringendo bene gli scarponi, controllando borracce e viveri e testando i picchetti: l'ottobre che si para davanti alla Fiorentina ha le sembianze del Tourmalet o poco ci manca: perché in sequenza ci saranno Genoa, Como, Inter, Atalanta, Sassuolo, Juventus. Una salita a dir poco ripida, resa ancora più complicata dalla zavorra delle prime cinque giornate, perché la Fiorentina si accinge a impegnarsi in questa 'pettata' con soli quattro punti in 5 gare e al 17esimo posto.
La durezza del calendario
Gli americani hanno una statistica per tutto e ne hanno trovata una anche per misurare la difficoltà del calendario in una determinata porzione della stagione - considerando quindi la forza degli avversari ma anche il loro momento di forma in relazione al proprio -: si chiama 'strenght of schedule', letteralmente 'forza-durezza della tabella' ed è rappresentata da un coefficiente (più è alto il numero, più il calendario è complicato). Avvalendoci di ChatGpt possiamo calcolare anche la SoS (Strenght of Schedule) delle varie squadre di Serie A nel periodo tra il 10 ottobre e l'11 novembre, sei partite incastonate tra una pausa nazionali e l'altra. La SoS più alta (10.17) ce l'ha il Sassuolo, che affronta il Milan in casa, poi la sorpresa Frosinone in trasferta, successivamente va a Como e poi incontra Lazio e Fiorentina (in casa) per chiudere con la Roma all'Olimpico. Seguono, per pendenza all'insù del calendario, Cagliari (8,67), Napoli (8,33), Bologna (8,33) e poi appunto Fiorentina (7.83): la formazione di Vanoli avrà di fronte il Genoa a Marassi, il Como in casa, poi l'Inter a San Siro, l'Atalanta al Franchi, il Sassuolo al Mapei per chiudere questo mini-ciclo da brividi con la partitissima in casa contro la Juventus.
La proiezione dei punti
Dicevamo dell'handicap "Grosso", gli zero punti nelle prime tre partite. Adesso sono quattro in cinque ma la partenza a rilento pesa eccome sulle ambizioni della Fiorentina. Impossibile adesso, nonostante l'eccitazione della piazza e il valore della rosa, pensare all'Europa e fare una proiezione in quel senso. Meglio pensare alla Vanoli, mattoncino dopo mattoncino. E quindi a risalire la classifica. Per far capire quanto ancora manchi per ritornare in linea di galleggiamento, ecco una proiezione dei punti che dovrebbero servire per arrivare alla prossima pausa in una situazione 'tranquilla', diciamo dal decimo al dodicesimo posto: per quest'obiettivo serve un bottino di circa 10-12 punti nelle prossime sei gare. Nello specifico: con 10 punti la Viola arriverebbe a quota 14, una soglia che potrebbe valere il 12° posto; con 12 punti salirebbe a 16, entrando con buone possibilità nella fascia tra il 10° e l'11°. Un bottino di 13-14 punti, invece, permetterebbe di guardare anche più in alto. Dieci punti quindi come minimo da fare in sei gare, quattro delle quali contro avversari sulla carta più forti e destinati ad altri obiettivi (anche se tutti e quattro alle prese con un mese ancora più ingolfato causa impegni europei). La Fiorentina deve rimboccarsi le maniche e trottare in un ottobre di fuoco.
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