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Fiorentina in campo per sostenere i lavori al Franchi: servirebbe più chiarezza da Comune e Acf

Fiorentina in campo per sostenere i lavori al Franchi: servirebbe più chiarezza da Comune e AcfFirenzeViola.it
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 16:00Copertina
di Donato Mongatti
Palazzo Vecchio vuole candidare il Franchi a Euro 2032, ma è corsa contro il tempo: serve più chiarezza da Comune a Fiorentina

La scorsa settimana la giunta del Comune di Firenze ha approvato una delibera di indirizzo sullo stadio Franchi. Il provvedimento ha lo scopo di precisare le linee guida per raggiungere determinati obiettivi, che in particolare sono: la candidatura di Firenze come una delle cinque città ospitanti dei campionati europei di calcio del 2032 (che si divideranno tra Italia e Turchia) e definire il percorso per completare tutta la ristrutturazione dell'impianto di Campo di Marte.

I 110 milioni per completare la copertura

Il progetto definitivo dell'ammodernamento è stato approvato a fine aprile 2023 e adesso sono in corso i lavori del «primo lotto» che, per consentire alla Fiorentina di rimanere a giocare nel suo storico stadio per tutta la durata dei cantieri, ha subito 6 varianti in corso d'opera. Fin dall'affidamento grava sull'intervento la mancata copertura finanziaria per finire quanto previsto, circa 110 milioni. Di questi 55 (dopo il definanziamento da parte del governo) sono poi tornati nelle disponibilità della Città Metropolitana (che impiegandoli su progetti già finanziati con risorse proprie, potrà «dirottare» i soldi risparmiati sul Franchi), altrettanti 55 sono i milioni di euro che sarebbe disposta a investire la Fiorentina (che come contropartita riceverebbe uno sconto sulla futura concessione d'uso dello stadio ammodernato). Ai fini della candidatura a Uefa Euro 2032 l'amministrazione da tempo ha avviato e sta svolgendo le necessarie interlocuzioni con i soggetti istituzionali competenti.

L'iter per la candidatura a Euro 2032

L'esigenza della delibera «è quella non di individuare ex novo l’intervento da realizzare, ma – spiega il documento - di assicurare il completamento di un’opera pubblica già definita ed in parte già eseguita», perché il completamento dei lavori in relazione alla candidatura ai campionati continentali del 2032 assume rilievo «alle conseguenti esigenze di tempestiva definizione del quadro procedimentale, tecnico ed economico-finanziario». Su questo percorso grava infatti la scadenza del prossimo 31 luglio, data entro la quale Firenze dovrà consegnare alla Figc tutta la documentazione necessaria per formalizzare la candidatura a Euro 2032 sulla quale, salvo proroghe, entro il successivo ottobre si pronuncerà l'Uefa. Una corsa contro il tempo che mal si sposa con l'eventuale entrata in campo della Fiorentina: i mesi necessari per concludere positivamente una proposta di partenariato pubblico-privato (visti i documenti necessari da produrre da parte del club viola e gli atti da approvare da parte dell'amministrazione), superano abbondantemente il termine di fine luglio.

La precisazione del Comune 

Ma ecco la trovata di Palazzo Vecchio. Dopo mesi e mesi in cui da parte dei vari rappresentanti istituzionali è stato detto che entro il 31/7/26 il Comune avrebbe dovuto avere in mano tutte le fonti di finanziamento per completare la ristrutturazione, viene spiegato che non è più così, l'importante sarà avviare il percorso e il Comune si farà semplicemente garante nei confronti di Figc e Uefa «del buon esito dell'operazione».

La proposta economica della Fiorentina 

A fine aprile scorso la Fiorentina ha consegnato al Comune una formale manifestazione di interesse (dove si dice disposta a investire 55 milioni sui lavori) sulla base dell'articolo 4 del decreto legge 38/2021 (che tra l'altro disciplina gli interventi di ristrutturazione e adeguamento degli impianti sportivi, dei contratti di concessione e del partenariato pubblico-privato). Nella delibera di indirizzo Palazzo Vecchio richiama la sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 5 febbraio 2026 che ha stabilito che il diritto di prelazione per il proponente di un project-financing vìola la parità di trattamento e concede un privilegio ingiustificato al promotore. Tradotto: chi presentava un progetto che una volta approvato andava a gara per l'esecuzione dei lavori, in caso di offerta migliorativa da parte di un altro soggetto, secondo la legge italiana, poteva godere del diritto di prelazione, ossia aggiudicarsi i lavori da svolgersi ma sulla base dell'offerta migliorativa. La Corte di giustizia Ue va contro questa possibilità, poiché danneggia la concorrenza, scoraggiando soggetti diversi dal proponente a farsi avanti, perché consapevoli che il promotore originario poteva comunque subentrare pareggiando l'offerta. Diffusa la nota che spiegava la delibera, a pochi minuti dall'inizio della conferenza stampa congiunta del ds Paratici e il dg Ferrari, quest'ultimo, interrogato in merito, ha risposto affermando che «stamani il Comune ha cambiato le regole del gioco uscendo dal filo diretto comune-privato ma, a prescindere dall’iter che dovremo seguire per diventare partner, siamo interessati ad andare avanti».

Come dovrà svolgersi il procedimento


In realtà Palazzo Vecchio nella delibera precisa che l'iter prosegue sulla base del decreto su cui la società gigliata ha presentato la manifestazione di interesse, l'unica sottolineatura riguarda il diritto di prelazione in fase di gara, ma il procedimento resta invariato (proposta di fattibilità tecnico-economica, conferenza dei servizi preliminare, progetto definitivo, conferenza del servizi decisoria che approva la proposta e poi la gara). Il Comune, anche se non ce ne sarebbe bisogno, sottolinea che il procedimento dovrà svolgersi «nel rispetto dell’ordinamento vigente e dei principi nazionali ed eurounitari applicabili» e Acf, dall'altro lato e legittimamente, punta a ottenere i migliori vantaggi che deriverebbero da una eventuale proposta. 
Tutto giusto, ma tutto estremamente fumoso - da entrambe le parti - per chi vorrebbe semplicemente chiariti quelli che possono essere i futuri sviluppi e le eventuali alternative. 

E pertanto sia a Palazzo Vecchio, sia alla Fiorentina, sulla questione calza a pennello una battuta di Rocco Schiavone nei confronti dell'agente Ugo: «Tu mi devi spiegare una cosa, Casella: ma come mai alterni momenti di lucidità rarissima, a momenti di baratro, di nebbia, di abisso?».