La fiaba di Fabio che riportò il calcio al centro del tavolo viola
La postura prona della città e la quasi totale assenza di critica puntuta hanno permesso di andare avanti per sette anni con qualche cazzuola e un po’ di calcina, ma senza gente che sapesse fare il pane. Tuttavia, in un forno che venda pane, pizze e dolci, la gente che sappia maneggiare lievito, acqua e farina ci vuole per forza; ma a Firenze si è fatto senza, tanto bastava il Viola Park, come se cemento, movimento terra, mura erette con tanta fretta e qualche campo d’erba bastassero a costituire tout court un club sportivo.
No, ci vuole anche la ciccia, segnatamente la materia molle delle cervella, gli organi del pensiero di chi sa di calcio, e tanto spirito, nel senso di anima e passione, di coloro che conoscono e amano il proprio lavoro.
Volete un esempio? Bene, guardate Prandelli che, pur non essendo nemmeno in società, già mette a rendita il Viola Park proponendo, tramite la Gazzetta dello Sport, che si costituisca una nazionale Under 23, una “Italia Futuro”, che si alleni proprio al centro sportivo di Bagno a Ripoli (pagando un fitto, si immagina).
Questa è la vera pars construens per avere successo nel pallone, al netto della pars destruens della propaganda, che denunciare sarebbe compito della critica, la cui efficacia e qualità dipendono però anche da lettori e ascoltatori che consentano o meno di esercitarla al meglio. Difatti è inutile lamentarsi della stampa quando c’è un ambiente che non favorisce l’esercizio della libera e aguzza informazione.
Comunque sia, la forza di Fabio Paratici in fondo ci sembra proprio questa: aver riportato il calcio al centro del tavolo viola, riponendo per il momento il real estate con i suoi plastici, i suoi proclami e i suoi rendering (lo avete mai sentito nominare il centro sportivo o il futuribile stadio?).
Eccola la magia del primo vero uomo di calcio che entra nella Fiorentina americana dei Commisso!
La magia del paragnosta Fabio, l’uomo che la vulgata ama credere in possesso di poteri extrasensoriali e che alcuni cronisti adorano come una divinità potente e capricciosa che nulla concede. Già circolano con insistenza, infatti, le leggende su quanto sia difficile carpirgli una notizia, su quanto egli lavori fino a tarda sera, con la luce del suo ufficio sempre accesa come quella di Palazzo Venezia ai tempi in cui i treni arrivavano in orario.
E qui, per non essere da meno, diciamo che vi abbiamo raccontato la fiaba di Fabio che riportò il calcio al centro del tavolo viola, ma non per rifondare o ristrutturare il palazzo Fiorentina, bensì per fondarlo ex novo e quindi strutturarlo come un vero club di pallone, cosa che non era stata fatta per ben sette anni nel silenzio complice di una città assopita e litigiosa.
Eccole infine le nove sillabe medicamentose, ripetete con me: Benedicite Paratici! Benedicite Paratici!
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