BIANCO A FV: "PRIMA SALVO LA REGGIANA, POI TORNO. LA VIOLA NON MI STUPISCE: IL 6 SARÒ A TIFARLA NELLA MIA «NUOVA CASA»"

BIANCO A FV: "PRIMA SALVO LA REGGIANA, POI TORNO. LA VIOLA NON MI STUPISCE: IL 6 SARÒ A TIFARLA NELLA MIA «NUOVA CASA»"
lunedì 1 gennaio 2024, 11:00L'esclusiva
di Alessandro Di Nardo
fonte Foto concesse da Associazione Calcio Reggiana 1919

Scarpe da ginnastica e sorriso stampato. Nonostante siamo nel bel mezzo delle feste natalizie e della lunga pausa in Serie B, Alessandro Bianco non ha intenzione di fermarsi neanche in questo inizio di 2024 e si presenta così, su FaceTime, alla nostra intervista. Da agosto in prestito alla Reggiana, il centrocampista sta vivendo un ottimo momento, personale e di squadra, visto che gli emiliani sono reduci da due vittorie consecutive contro Sudtirol e Catanzaro. In una di queste, il 23 dicembre scorso in Alto Adige, ha pure trovato il suo primo gol tra i professionisti: "Ci siamo fatti un bel regalo di Natale - racconta a FirenzeViola.it il classe 2002 - Questi sei punti sono una grande boccata d'ossigeno, due vittorie che ci fanno passare un capodanno sereno. Per me personalmente è stata una novità giocare durante le feste. Abbiamo comunque festeggiato in famiglia perché sono venuti qui i miei genitori, gli zii e mio nonno. Sono venuti il 25, abbiamo fatto il pranzo di Natale e poi sono andato in ritiro con la squadra. Pasta al sugo e petto di pollo: credo di non aver mangiato mai così poco a Natale".


Per avere spazio Bianco, 21 anni compiuti ad ottobre, si è dovuto spostare a 174 chilometri da Firenze, dove ha trovato un clima ideale per crescere: "Non pensavo che sarebbe stata così formativa la mia esperienza con la Reggiana. Sono stato fortunato a venire qui e lavorare con un grande allenatore come mister Alessandro Nesta. Poi qui a Reggio si vive molto bene: certo non è Firenze, ma è una città tranquilla e c'è tutto a portata di mano; poi posso muovermi con comodità tra Torino e Firenze, le mie due case, grazie all'alta velocità. E a livello di passione questa città mi ha stupito: ho vissuto alcune giornate incredibili, una su tutte quando abbiamo giocato il derby al Tardini col Parma. Un'atmosfera certamente non da Serie B, c'era una confusione allucinante anche per noi, quando siamo arrivati in pullman allo stadio ci hanno preso d'assalto".


La prossima sfida di campionato sarà poi contro un vecchio maestro di Bianco come Alberto Aquilani, attuale tecnico del Pisa e protagonista insieme a lui di tanti successi con la Primavera della Fiorentina: "Ci siamo visti all'andata e abbiamo chiacchierato. Poi ogni tanto ci mandiamo qualche messaggio, non credo che accadrà prima della partita ma quando ci vedremo a Pisa sarà comunque bello come sempre. Parliamo sempre dei tanti bei momenti vissuti insieme, quello della Primavera era un gran gruppo. Anche con gli altri ragazzi siamo molto uniti, ci sentiamo spesso e ci incrociamo sui campi di calcio. Son contento perché in tanti di quel gruppo stanno facendo bene, c'era tanta qualità in quella squadra".

Anche a Reggio ha trovato un gruppo coeso e unito, con tanti calciatori alla ricerca di spazio nel calcio dei grandi. Uno su tutti Antonio Vergara, centrocampista anche lui, un anno più giovane di Bianco. A lui, ci racconta Alessandro, è legata l'esultanza "social" dopo l'ultima gara vinta col Catanzaro: "Dopo la partita contro il Catanzaro ho scritto su instagram "tnimm e pall": quella è una frase che mi ha insegnato Vergara che è napoletano. Adesso lui è infortunato e gli avevo promesso che se avessimo vinto anche l'ultima del 2023 col Catanzaro avrei utilizzato la sua frase. Ma non è il mio dialetto, non so neanche come si pronuncia quella frase".

In questi anni a cavallo tra Primavera e prima squadra Bianco ha lavorato con Alberto Aquilani, Vincenzo Italiano e Alessandro Nesta, tecnici dal curriculum diverso ma dalle caratteristiche simili: "Per ora non c'è stato un allenatore con cui mi sono trovato male. Di differenze tra i tre non ne vedo tante. A livello di metodo lavorativo poi puntano tutti e tre sull'intensità negli allenamenti. Poi io sono stato fortunato anche per il ruolo che ho: per un centrocampista come me giocare per Aquilani, Italiano e Nesta, tre allenatori che vogliono il controllo totale del gioco. Meglio così perché io preferisco aver la palla che rincorrerla che è più faticoso.

Con mister Nesta poi sto crescendo tanto anche se in qualcosa devo ancora migliorare: un aspetto su tutti riguarda la gestione dei cartellini; i primi tre gialli che ho preso quest'anno sono stati proprio da stupido, tutti per proteste. Mi mangio le mani ancora adesso. So che in questo aspetto posso migliorare e me lo chiede anche il mister Nesta: quando ho preso il giallo col Bari ad esempio mi ha fatto il c*lo (ride, ndr)".


Il presente di Bianco è a tinte granata, ma il legame (contrattuale e non solo) lo spinge anche a guardare da vicino le vicende di casa Viola: "Seguo sempre cosa fanno i miei ex compagni. E il 6 gennaio sarò al Mapei per Sassuolo-Fiorentina, così saluterò tutti. Se mi aspettavo questa partenza in campionato da parte della Fiorentina? Mai messa in dubbio la forza dei singoli e di un gruppo che conosco bene. La grossa differenza mi pare che sia la maturità acquisita da tutti, sono cresciuti soprattutto sotto questo punto di vista. Prima tante partite dominate finivano male, penso alle gare contro Juventus e Milan ad esempio, adesso riescono a portare a casa punti anche in giornate in cui non giocano bene. E poi c'entra ovviamente anche un po' di fortuna. Hanno sicuramente tutte le potenzialità per lottare per qualcosa di importantissimo".

A Firenze, nel ruolo che potrebbe essere di Bianco, la "sorpresa" è Arthur: "È un campione, basta vedere le squadre in cui ha giocato per capire che è di un altro livello rispetto agli altri. Per la Fiorentina è stato un grandissimo colpo. Penso sia una fonte di ispirazione per tutti: da centrocampista, quello che mi impressiona di più di lui è che sembra non possa perdere mai palla. E poi fa sempre la scelta giusta. Da giocatori come lui o Jack (Bonaventura, ndr) posso sempre imparare".

Il "preferito" di Alessandro è però, come si intuisce, un altro, Giacomo Bonaventura, che ci descrive così: "Folle. A vederlo tutti i giorni fa paura, soprattutto per la cattiveria che mette sempre in campo e il carisma: quando le cose vanno male lui vuole sempre la palla per provare a invertire l'andamento della partita. Poi in allenamento era snervante: ogni tanto provavo a prenderla, ero convinto di avercela fatta e poi puff, non c'era più il pallone".

E poi c'è un altro "senatore" del vecchio spogliatoio viola, come Riccardo Saponara, a cui Bianco è rimasto particolarmente legato: "Per me, ma credo per tutti i ragazzi è stata una figura importante. In particolare, a me ha aiutato molto perché è stato uno dei primi ad accogliermi in prima squadra. Mi chiedeva sempre se avevo bisogno di una mano ai primi allenamenti; è veramente un ragazzo d'oro, oltre che un giocatore fenomenale".


Quando gli facciamo notare poi che un classe 2002 come lui in altri campionati di massimo livello europeo probabilmente giocherebbe con continuità ad alti livelli ci risponde così: "Non ci penso tanto: la mentalità italiana è questa, al di là del mondo del calcio e dello sport, è un dato oggettivo, qui si è giovani fino a trent'anni. Ma non la voglio vedere come una scusante o una giustificazione. Sono in Italia e voglio farcela in questo contesto. Magari in Spagna giocherei titolare in Liga da diversi anni, o magari sarei stato in Eccellenza, non si può sapere".


Anche perché a Firenze c'è un ragazzo, classe 2004, che sta facendo molto bene: si chiama Michael Kayode ed è un suo grande amico: "Mike non è stato bravo, di più. Ha colto l'attimo alla grande e sta già facendo il titolare alla Fiorentina. Anche le prime critiche non credo che gli daranno troppo fastidio perché lo conosco bene. Dopo l'assist col Toro gli ho scritto: "finalmente ne hai fatto uno giusto di cross". Lui mi ha risposto ridendo, ho un bellissimo rapporto con Mike, anche perché è cresciuto in Piemonte, dalle mie stesse parti e giocando in Serie D con tante squadre che conosco. Ogni tanto ne riparliamo di quel periodo e ci scherziamo. Sembra passata una vita e invece era soltanto qualche anno fa".

In chiusura, Bianco ha chiaro i due grandi obiettivi del suo 2024, il primo da conseguire con la maglia della Reggiana, l'altro porta invece alla nuova casa viola: "Sicuramente vorrei tornare a Firenze da protagonista, spero succeda ma deciderà la società. L'incentivo in più è legato al Viola Park, l'ho vissuto solo per qualche giorno ed è mostruoso.  Solo chi lo vede può capire di cosa si tratta. E non l'ho visto neanche tutto perché ci sono stato solo un paio di giorni. Una scelta più giusta non la poteva fare la società". 

Prima del ritorno a Firenze però voglio centrare una salvezza tranquilla con la Reggiana, poi vedremo. Intanto sono contento di poter rivedere tanti vecchi amici per Befana, quando verranno "nella mia nuova casa" a Reggio. Sarò lì in tribuna per supportarli. Adesso però mi riposo (per modo di dire)". Ce lo dice prima di salutarci e cominciare a correre per l'allenamento personale giornaliero: non ci sono pause per Bianco, che ricomincia questo 2024 come aveva concluso il 2023, di rincorsa, per riprendersi anche un posto in viola.