Altro che festa salvezza. Vanoli dice "capolavoro", Gazzetta: "Esagerato"
Nella terra di Machiavelli, anche stavolta il fine giustifica i mezzi. Così scrive La Gazzetta dello Sport a proposito del pareggio della Fiorentina contro il Genoa che ha sancito l'aritmetica salvezza della squadra viola. All’ennesima replica di uno spettacolo troppo modesto e una volta smaltita la paura provata per tutta la stagione, il pubblico del Franchi ha sfogato tutta la propria frustrazione con fischi, cori di contestazione, un eloquente "fate ridere" intonato da tutto lo stadio.
Altro che festa-salvezza: i giocatori non si avvicinano nemmeno alla curva, applaudono a distanza i tifosi che quando serviva non hanno mai fatto mancare il loro apporto. A fine partita, Paolo Vanoli difende il proprio lavoro, giustamente dal suo punto di vista. arriva in sala stampa con una maglietta per Rocco Commisso, al quale il tecnico viola dedica la salvezza, e poi ricorda come nessuno si era mai salvato senza aver mai vinto nelle prime 15 giornate. Poi utilizza anche la parola «capolavoro», e farlo a Firenze, che con i capolavori ha una discreta e storica confidenza, suona un po’ esagerato
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