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Lo Monaco: "Mercato da protagonista. Grosso deve amalgamare la squadra"

Lo Monaco: "Mercato da protagonista. Grosso deve amalgamare la squadra"FirenzeViola.it
© foto di Federico Gaetano
Oggi alle 16:45Radio FirenzeViola
di Alessandro Buffi

Il direttore sportivo, Pietro Lo Monaco, è intervenuto a Radio FirenzeViola nel corso di "Palla al centro" parlando della campagna acquisti della Fiorentina: "Ha operato tanto in entrata e in uscita, se si considera i riscatti e gli obblighi la Fiorentina ha speso circa 160 milioni, mentre a livello di entrate siamo sui 38 milioni. Ha rivoltato la squadra come un calzino e le ultime due uscite hanno messo in mostra le difficoltà delle squadra. Grosso ha tanto lavoro da fare, primo perché non è facile amalgamare 13 nuovi calciatori e secondo perché questo calcio non dà tempo a nessuno. Vedo gente che vuole già l'esonero di Grosso. Se diamo i meriti a Paratici del calciomercato, bisogna affidarsi anche alla sua scelta del tecnico, che ha scelto lui. Si deve dare tempo alle persone di lavorare. La Fiorentina deve stare attenta, perché ha preso tanti buoni calciatori, ma poi questi devono diventare una cosa sola, si devono unire come una squadra. La Fiorentina ora come ora non sa difendersi come squadra e in questi prime due partite si sono visti chiari segni in questo senso. A centrocampo ci sono molti calciatori intriganti, ma devono imparare a far girare la palla, perché tendono tutti a puntare l'uomo. Mastantuono è questo tipo di calciatore, ma nel suo è geniale e dal nulla può creare gioco. La Fiorentina è tra le squadre che ha operato meglio sul mercato". 

Come vede i nuovi acquisti della Fiorentina sugli esterni? Sono calciatori diversi tra loro che possono dare più soluzioni a Grosso?
"Una squadra si costruisce con l'idea delle coppie in ogni ruolo e queste devono consentire all'allenatore di fare più scelte e di impostare la partita in modi differenti. Mastantuono per esempio non è un esterno, ma un trequarti. Lui rispetto a Gnonto sono due cose diverse e se guardiamo tutti gli esterni hanno la stessa caratteristica, ovvero quella di partire larghi con l'intenzione di entrare dentro il campo. È chiaro che ora la responsabilità è dell'allenatore che deve unire tutti".

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