Le due sconfitte viola sono pesanti. Un avvio che fa preoccupare parecchio. Una selezione da trasformare in squadra. Grosso fatica a trovare la soluzione. Paratici lo aiuti con gli ultimi colpi di mercato
L’entusiasmo di questa estate intorno alla Fiorentina, seppur giustificato, forse è sembrato eccessivo, ma nulla poteva far prevedere un avvio cosi disastroso di stagione. Sette gol subiti in 180 minuti sono un macigno, gli zero fatti sono una condanna, ma soprattutto è la modalità con cui sono maturati questi stop a destare preoccupazione. Dopo Roma abbiamo invocato la calma perché era la prima uscita del campionato e dopo la seconda brutta figura non abbiamo intenzione di istruire processi affettati, ma due indizi fanno quasi una prova. La preoccupazione è sopra la soglia di tolleranza. A Roma e contro il Frosinone questa Fiorentina, comunque di qualità, purtroppo non ha fatto vedere niente.
Una squdra non squadra
Più che una squadra è apparsa una selezione di calciatori arrivati solo mezz’ora prima al campo. Si scorgono lampi di bellezza in alcuni, vedi Oulai e Mastantuono, ma paiono rimanere fini a loro stessi. Ci sono errori di reparto ed individuali, in particolare in difesa che sembra addirittura peggiore di quello dello scorso anno. Sulle palle inattive la paura corre sul filo quando a calciare sono gli avversari. Dragusin è un centrale forte, in ritardo di condizione e ancora lontano da affinare i meccanismi con i compagni della terza linea. Vedere lui che prende un gol di testa fa stropicciare gli occhi… Viery ha esordito nella sfortunata partita col Frosinone, sicuramente da verificare in altre circostanze. Il centrocampo vive dell’equivoco Fagioli-Oulai e sulla loro coesistenza. Anche Atta, altro giocatore di spessore, appare frenato, forse da qualche problemino fisico. Gudmundsson è il solito di sempre, niente di nuovo sotto il sole. E davanti Pellegrino lotta con poca sostanza. Lui è un “centravantone” da area di rigore, va servito per quella funzione. Gli servirebbero dei cross, ma il mercato, e qui il tema tocca Paratici, ancora non ha portato tutti gli esterni che occorrevano.
Il mercato in aiuto di Grosso
Ieri è arrivato il giovane granata Njie, un prospetto abbastanza interessante. Non è un fenomeno, ma ha buoni colpi. Non basta, ce ne vuole un altro, magari migliore. Così come dovrà essere scelto il sostituto di Kean. E poi ci sarebbero anche un altro paio di movimenti da fare tra mediana e fascia bassa. Paratici che fino a poco tempo fa si è mosso bene, adesso si è ritrovato un po’ ingessato in questi ultimi giorni: aiuti il suo allenatore con quelle pedine che mancano e che possono diventare utili per la causa viola.
Un problema da non sottovalutare
La Fiorentina non mostra grande personalità, ci sono molti giovani, e in campo non si intravede quel calciatore in grado di fare l’allenatore in partita. Un leader, insomma. Quindi anche sul piano temperamentale c’è tanto da lavorare perché a Roma e poi al Franchi, il secondo tempo è stato nettamente peggiore del primo. I viola si sono persi nella loro incertezza. E’ vietato fare drammi, ma pure sottovalutare i problemi. Continuiamo a pensare che molti elementi catturati sul mercato da Paratici siano di sicuro affidamento, ma per farli rendere bisogna fabbricare una manovra aderente alle loro caratteristiche. Il compito più impegnativo è quello di Grosso che profonde impegno e professionalità, ma dona l’impressione di non aver capito ancora la soluzione di questo rebus. E il tempo scorre.
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