L'agente di Mandragora: "Finito sul mercato ad agosto. Lo voleva Italiano"
Queste le dichiarazioni di Stefano Antonelli, procuratore di Rolando Mandragora, a Radio FirenzeViola durante "Viola amore mio" sul proprio assistito: "La partenza di Rolando da Firenze è stata una cosa molto sofferta. A me piace sempre dire la verità e non fare finta che sia tutto semplice: è stata davvero molto sofferta. Fino a 12-14 giorni fa, tutto faceva pensare che una separazione dalla Fiorentina fosse praticamente impossibile. Fino alla partita amichevole contro il Real Madrid, Mandragora era considerato incedibile sotto tutti i punti di vista. Poi, con grande onestà, devo dire che i progetti calcistici possono cambiare. Ci possono essere cambi di direzione e, a quel punto, ci è stato comunicato che potevamo guardare al mercato. Probabilmente di interessamenti ce ne sono stati tanti, ma Rolando li ha sempre rimandati al mittente. La realtà è che avrebbe rifiutato qualsiasi proposta se non avesse avuto la consapevolezza definitiva di non fare più parte del progetto tecnico. Rolando, quando non gioca, va in sofferenza. Se non si sente un giocatore importante e una persona importante per lo spogliatoio, va ancora più in difficoltà. Da lì è maturata la decisione di fare la scelta che poi abbiamo fatto".
Ci sono state offerte da squadre più importanti del Torino?
"A un certo punto i sondaggi li hanno fatti un po' tutti. Però un conto è fare un sondaggio, un altro è presentare un'offerta concreta e manifestare una volontà assoluta. Sicuramente ci sono stati interessamenti da parte di Atalanta, Bologna e Genoa. Ma chi più di tutti si è fatto avanti è stato Vincenzo Italiano con il Besiktas. Quello è stato davvero un momento di grandissima riflessione, anche perché è successo nelle ultime ore. Abbiamo riflettuto tantissimo. Il problema era che avremmo dovuto aspettare ancora un po', perché in Turchia il mercato chiude venerdì. I contatti con Rolando sono stati frequenti, però bisognava prendere una decisione. La decisione di Rolando è stata quella che ci si poteva aspettare da un uomo come lui, per come lo avete conosciuto a Firenze: da uomo vero. Sentiva il Torino. Sentiva che, se non doveva essere la Fiorentina, doveva essere il Torino".
Mandragora ha avuto anche tanti estimatori a Firenze, oltre alle critiche ricevute in questi anni. Che cosa rimane della sua esperienza alla Fiorentina?
"Naturalmente non tutti i giocatori possono piacere a tutti. Nel corso degli anni ci sono state persone che hanno criticato Mandragora, anche in maniera eccessivamente dura, a mio parere. Però ha avuto anche tantissimi estimatori, soprattutto per il suo attaccamento alla maglia e per i gol che ha segnato. Ne ha fatti tanti e ne ha segnati alcuni davvero molto belli. Anzi, raramente Mandragora ha segnato gol brutti: dal punto di vista stilistico, sono stati spesso gol molto pregevoli".
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