De Sisti su Mastantuono: "Inventa calcio. Se ha la palla i problemi sono degli avversari"
Giancarlo De Sisti, storico protagonista della storia della Fiorentina, ha parlato nel corso di Viola Amore Mio su Radio FirenzeViola commentando il paragone che Antognoni ha fatto su Mastantuono citando anche lo stesso De Sisti tra i calciatori del passato paragonati all'argentino: "È un buonissimo giocatore, uno che ha fantasia, creatività. Mi pare sia uno che vuole inventare calcio. Quando ho visto la Fiorentina l'ho vista male, quindi non può essere giudicato soltanto il singolo. Il sistema non stava funzionando".
Mastantuono ricorda De Sisti, Rui Costa e Bertoni?
"Se somiglia a tutti questi vuol dire che è bravo. Più bravo di quello che ho intravisto io finora. Se ha capacità intuitive e tattiche che facevano brillare me non lo so. Però quando è in possesso di palla, diciamo che i problemi sono degli avversari. Io ero valido anche senza palla, tipo nell'intercettazione della traiettoria della palla. Mi pare lui sia bravo dalla trequarti e che sia bravo con la palla al piede. Aver parlato di lui citando Rui Costa e Bertoni è tanta roba".
Fagioli rivalorizzato dal ritorno di Vanoli?
"Lui è bravo. è un ottimo centrocampista, che vede gioco e che può comandare sia il centrocampo che l'intera squadra. è uno che dal del tu alla palla. Nazionale? Fatela voi la Nazionale, una volta ci voleva grande gavetta per vestire la maglia azzurra, ora...".
Il centenario?
"Non mi è piaciuto personalmente, perché se sono nella hall of fame di una società e neanche mi citano nelle poche cose che ha vinto la Fiorentina, credo di aver onorato la maglia e ci sono rimasto male. Finisce lì il discorso, io sono venuto per la gente perché quando vengo lì la gente mi dimostra l'amore perché io gli ho dato tutto negli anni che sono stato a Firenze. Io credo che i risultati contano, sennò perché si festeggia? Se uno ha la fortuna di vincere un campionato, la Fiorentina non è una squadra che ne ha vinti 20. Io ho giocatoper due società che hanno vinto 3 e 2 scudetti. A Firenze ho avuto questa fortuna. Io sono rimasto deluso da come sono stato trattato, però io sono venuto per tutta la gente che è rimasta lì per festeggiare. Chi è rimasto non avrebbe dovuto pagare. Il centenario è un atto d'amore per una società che è della gente. Non è una passeggiata qualunque, io sono venuto per la gente che merita di poter festeggiare. In quel periodo che ho vissuto a Firenze, mi avrebbero fatto sindaco. Mi chiamavano quando ero infortunato, mi ha chiamato anche Montanelli. Ero così inserito nel tessuto sociale della città che è difficile per un romano travestirsi da uno appartenente a un'altra città ed essere poi così ben voluto. Io ho dato l'anima per questa maglia, non so se Mastantuono potrà fare lo stesso. Lo speso. Bisogna buttare l'anima e sudare per la maglia. Firenze rimane e rimarrà sempre nel mio cuore".
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