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Cinquini sicuro: "Kean? Prima di venderlo bisogna sapere dove si vuole andare"

Cinquini sicuro: "Kean? Prima di venderlo bisogna sapere dove si vuole andare"FirenzeViola.it
Oggi alle 15:08Radio FirenzeViola
di Andrea Giannattasio

Oreste Cinquini, ex direttore sportivo tra le altra anche della Fiorentina, ha parlato nel corso della puntata odierna di "Palla al centro" in onda su Radio FirenzeViola ripartendo dal futuro di Moise Kean, sul quale oggi entra in vigore la clausola rescissoria da 62 milioni:

Oggi si apre la finestra di due settimane in cui, pagando i 62 milioni della clausola rescissoria, chi vuole Kean può prenderlo. Ho la sensazione che il telefono non squillerà. Lei che ne pensa?
"Kean è forse l'attaccante più forte che c'è oggi in Italia. È chiaro che quella clausola è stata fissata a una cifra importante, anche se arriva dopo un'annata difficile che aveva vissuto prima di Firenze. Non è una cifra abbordabile, a meno che non arrivi la solita società di Premier League. Però credo che la cosa principale sia un'altra: bisogna capire cosa vuole fare il giocatore. La società, con la sua professionalità e la sua esperienza, avrà sicuramente parlato con lui e con il suo entourage per capire quali siano le sue intenzioni. L'anno scorso Kean si è sposato a doppia mandata con la Fiorentina. Gli è stato fatto un contratto importante, è stata inserita questa clausola rescissoria, ma il punto fondamentale resta capire cosa vuole fare lui. Se ha la testa a Firenze, se considera questa la piazza giusta per proseguire dopo aver vissuto un anno importante, oppure se è alla ricerca di una nuova esperienza. Una cosa però l'ha dimostrata: non è un ragazzo che va soltanto dietro ai soldi. Altrimenti avrebbe accettato offerte dall'Arabia o dal Qatar. Invece ha scelto la Fiorentina. Quest'anno ha avuto purtroppo anche delle vicissitudini fisiche e, probabilmente, anche personali. Non voglio entrare nella sua vita privata, ma è capitato spesso che non fosse disponibile pur essendo presente agli allenamenti. Non conosco le motivazioni, se riguardino la famiglia, la fidanzata o altro. Di certo non ha vissuto una stagione del tutto tranquilla. Però quando è sceso in campo ha dimostrato di essere un attaccante con i fiocchi."

Quanto conta la società nella gestione di un ragazzo come Kean per metterlo nelle condizioni di vivere una stagione serena?
"La società conta moltissimo. Forse senza lasciarlo troppo da solo, standogli ancora più vicino. Però il problema principale, secondo me, è un altro. Dopo il viaggio di Ferrari e Paratici negli Stati Uniti probabilmente molte cose saranno state chiarite, ma dall'esterno non mi sembra ancora di vedere un obiettivo preciso. Mi aspetterei una linea chiara: vogliamo costruire questa squadra, con queste metodologie e con determinati investimenti economici. Mi sembra invece che, al momento, la priorità sia sfoltire la rosa. Sono rientrati tutti i giocatori che erano in prestito e questo significa anche che molti di loro non hanno fatto una stagione brillante, quindi sarà difficile ricollocarli. È arrivato questo difensore brasiliano, però bisogna fare chiarezza all'interno della rosa, soprattutto con un nuovo allenatore che Paratici conosce benissimo e nel quale ha evidentemente grande fiducia. Lasciamo lavorare Paratici e Grosso, ma al momento non mi sembra di vedere una direzione ben definita. Mi sarei aspettato anche un intervento del presidente."

Se arrivasse un'offerta inferiore ai 62 milioni, secondo lei Paratici potrebbe prenderla in considerazione?
"Il problema è questo: anche se arriva una società con la cifra che hai in testa, poi ti privi di un giocatore che sai già che andrà in doppia cifra. E sostituirlo non è affatto semplice. La Fiorentina negli ultimi anni ha investito circa 25 milioni, bonus compresi, per Piccoli. Per un attaccante con quelle caratteristiche sembrava anche una cifra contenuta, però poi, per vari motivi, non si è integrato. Forse gli servirà ancora tempo, ma oggi non mi sembra il giocatore che possa diventare il titolare se dovesse partire Kean. Quindi il vero problema è questo: se vendi Kean, quali sono poi gli obiettivi? Per questo continuo a dire che l'aspetto economico non è il problema principale della Fiorentina. È evidente che la società abbia fissato dei paletti, ma quello che ancora non riesco a capire è quale squadra voglia costruire. Vogliamo fare una squadra giovane, con giocatori importanti e di prospettiva? Oppure altro? Prendiamo Gosens, che è un ottimo giocatore, ma ha già 29 anni. Qual è il progetto? È questo che ancora non riesco a comprendere. Se posso permettermi un consiglio a Paratici, credo sarebbe utile chiarire insieme a Grosso quali siano gli obiettivi: che Fiorentina vogliamo costruire? Una squadra giovane, forte, aggressiva, capace di andare all'assalto? Questo oggi è il punto fondamentale."

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