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Cinquini: "Pellegrino non può sostituire Kean. L'alternativa giusta era Piccoli"

Cinquini: "Pellegrino non può sostituire Kean. L'alternativa giusta era Piccoli"FirenzeViola.it
Oggi alle 12:30Radio FirenzeViola
di Lorenzo Della Giovampaola

Oreste Cinquini ex dirigente tra le altre anche della Fiorentina, ha parlato su Radio FirenzeViola nel corso di "Chi si compra?" commentando il caso Kean e non solo: "Io credo che il malessere di Kean sia dovuto a molte cause. La Fiorentina lo scorso anno ha aperto le porte agli agenti facendoli entrare in società e questo è il più grande errore che si possa fare per un dirigente, il che ha portato lo scorso anno Kean ad essere il più pagato. Credo che ci sia un momento di riflessione all'interno del club. Aver preso Pellegrino prima di cedere Kean presuppone che ci fosse già l'idea di dare via Moise. Per me però Pellegrino non può essere il sostituto di Kean, era Piccoli il sostituto giusto. Si giocasse con Pellegrino si deve passare al 4-3-3, modulo che Grosso ama. Ci sono molte cose che hanno portato alla vicenda Kean e alla sconfitta con la Roma. Grosso ha rinunciato a tutto il lavoro del pre campionato mettendo Pellegrino che è uomo da area di rigore, e per lui servono esterni, cosa che per dire Mastantuono non è. Per me è evidente che tutte queste incongruenze siano venute al pettine".

Non crede che ci siano tante, troppe cose da fare ora in pochi giorni? "La proprietà Commisso ha dato carta bianca a Paratici che ha fatto un buon lavoro andando dietro un certo dettame tecnico tattico. È chiaro però che ora ci sono giocatori in esubero, giocatori come Mandragora e Dodo che lo scorso anno sono stati importanti. Anche su Dodo, all'Olimpico è stato fatto giocare dopo che lì aveva sempre giocato Joao Mario. Ci sono cose su cui serve che Grosso e Paratici si siedano e parlino per chiarire cosa fare. È chiaro e lo ripeto però che con l'avvento di Pellegrino servono esterni che vadano sul fondo e crossino. La scelta obbligata di Joao Mario a sinistra non ha dato gli esiti che doveva dare. Il lavoro da fare è arduo, mancano pochi giorni e il peggio sarebbe avere troppi scontenti nello spogliatoio. Grosso però visto che voleva fare il 4-3-3 doveva farlo dal primo giorno e non aspettando di andare a Roma".