Accardi su Grosso: "In Italia fanno carriera i personaggi. Lui non lo è ma è più bravo di molti altri"
L'agente e intermediario di mercato Giuseppe Accardi ha parlato oggi a Radio FirenzeViola, durante la puntata odierna di "Viola amore mio". Queste le sue parole sul mercato dei viola: "Secondo me sta facendo un buon calciomercato. D'altra parte è arrivato anche un personaggio come Paratici che negli anni, quando ha lavorato in Italia, ha dimostrato di essere capace e non per niente ce l'avevano rubato gli inglesi. È ovvio che tutti i progetti che iniziano hanno bisogno di tempo per svilupparsi, però credo che questa sia una squadra che abbia veramente la possibilità di crescere e di creare un'identità, anche grazie a un allenatore molto bravo.
E la cosa più importante è un'altra: Grosso è un bravissimo allenatore, lo ha già dimostrato, ma deve ancora fare il grande salto. Nel percorso di crescita di un allenatore, fare il grande salto passa anche dall'avere al proprio fianco un dirigente importante che possa aiutarti a crescere, e questo dirigente è Paratici.
Non è facile a Firenze, perché è una piazza che, per fortuna o purtroppo, vive come se fosse una big. C'è la frustrazione di un grande pubblico, di una grande piazza che però negli anni non è mai riuscita a raggiungere il sogno dello Scudetto. Chissà che non si stiano creando proprio oggi le basi per riuscire a costruire qualcosa di importante, che possa quantomeno mettere la Fiorentina nella condizione di diventare l'Atalanta o il Como, una squadra capace di far sognare i propri tifosi".
E ancora nello specifico sul nuovo allenatore della Fiorentina, Fabio Grosso, ha detto: "Grosso mi piace, non ha soltanto vinto il Mondiale, ma si è anche preso la responsabilità di tirare un rigore fondamentale e poi ha segnato un gol importantissimo. È cresciuto in squadre di periferia, esperienze che gli sono servite molto per poter proporre il suo calcio e farsi conoscere.
Secondo me ha la personalità giusta, anche se non è un personaggio. E ricordiamoci una cosa: in Italia abbiamo un grandissimo problema. Ci sono allenatori che sono diventati importanti anche perché si sono costruiti un personaggio. Di solito gli allenatori che sono persone miti, con un profilo più basso, fanno più fatica perché non sono personaggi. La cosa bella di Grosso è che non si presenta mai con arroganza e non ha mai quell'atteggiamento di chi deve raccontare al mondo di aver inventato il calcio. E questa, oggi, è una qualità".
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