Pasqual: "Firenze la mia seconda casa. Ho un rammarico col Bayern"
Manuel Pasqual, ex difensore e capitano della Fiorentina, ha parlato al podcast “Secolo Viola” del suo percorso a Firenze: “È la mia seconda casa, ho passato più anni qua che nel resto della mia vita. È la mia seconda famiglia".
Come prese l’arrivo di Vargas e la conseguente panchina nel 2008?
"All'inizio trovai uno spazio nullo per una scelta dello staff tecnico. Mi ritrovai di colpo in panchina e poi letteralmente in tribuna, mai convocato. Ho passato 15 giorni in cui ero cupo, serio, arrabbiato e pieno di negatività. Poi, però, ho switchato: ho capito che i miei compagni non meritavano quell'atteggiamento. Volevo divertirmi e dimostrare sul campo che chi non credeva più in me si stava sbagliando. Fu anche una scelta familiare: il primo marzo 2009 nacque mio figlio e non volevamo cambiare città. A marzo, finalmente, ritrovai il posto da titolare".
Quanto è deluso per l’eliminazione dagli ottavi di Champions col Bayern?
“Ci rendemmo conto del fuorigioco di Klose solo a fine partita vedendo il nostro team manager Alberto Marangon che protestava furiosamente. Per questo sono sempre stato un grande sostenitore del Var. E poi ho un rammarico sul ritorno…”.
Prego.
“Io ero un giocatore più portato a fare assist che a segnare. Eppure, in casa col Bayern, ci fu una 'sliding door' clamorosa: Jovetic mi servì un pallone d'oro dentro l'area. Invece di calciare in diagonale, vidi un compagno solo al centro e gliela passai. Lui però si stava muovendo verso la porta aspettandosi il mio tiro. Chissà cosa sarebbe successo se fossi stato più egoista...".
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