RIBERY E UN RIENTRO CHE PASSA (ANCHE) DA IACHINI

20.02.2020 16:30 di Dimitri Conti Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
RIBERY E UN RIENTRO CHE PASSA (ANCHE) DA IACHINI

Si potrebbe pensare che non sia così, vista l'esplosione contemporanea di talenti giovani, ma in questo momento la Fiorentina sta facendo tutti i conti del caso priva del suo giocatore più rappresentativo, e probabilmente anche il più qualitativo in ogni senso: Franck Ribery. Fermo ormai dal 30 novembre, a seguito di un ruvido intervento in scivolata di Tachtsidis in Fiorentina-Lecce, l'asso francese sta tenendo in apprensione l'intero ambiente, desideroso di conoscerne in maniera più approfondita le reali condizioni di salute.

Gli ultimi aggiornamenti a noi noti risalgono ad una decina di giorni fa, quando Ribery è tornato in città da Monaco di Baviera, la sua seconda casa, dove era andato a farsi rimuovere le viti innestate nella sua caviglia a seguito del lungo periodo di mobilità azzerata, con tanto di stampelle che per un paio di mesi pieni sono stati il principale mezzo di trasporto dell'esperto centrocampista di fascia. Già da fine gennaio, però, evidenti passi in avanti, con Ribery immortalato persino alla guida della sua macchina.

Certo, guidare non equivale a scendere in campo per una partita di Serie A, specialmente se sulla tua panchina c'è da un po' di tempo a questa parte una nuova figura, potenzialmente determinante - anche se non l'unico elemento decisivo - nello stabilire le reali tempistiche sul suo rientro. Sì, perché l'ultima volta che Ribery è sceso in campo l'allenatore era Montella, mentre oggi c'è Iachini, e con lui nuove metodologie di lavoro affidate alla squadra. Chi frequenta gli ambienti gigliati sa quanto il carico aerobico richiesto dal nuovo tecnico sia ben più elevato rispetto a quanto pretendeva l'Aeroplanino, ancorato alla nuova scuola che impone lunghi lavori accompagnati dal pallone.

In attesa che Ribery rientri con il gruppo, e la settimana post-Udinese (partita del 29 febbraio, ndr) sembra essere quella ideale per vederlo calcare nuovamente il prato del CS Astori - anche se difficilmente lo farà lavorando subito assieme ai suoi compagni - decisive saranno poi comunque le risposte, specie quelle atletiche, che il francese saprà dare nell'immediato al suo allenatore, così da non rischiare ricadute nell'eventuale tentativo, lontano però dalla logica odierna in viola, di recuperarlo prima del previsto. La Fiorentina, in questo momento ben coperta, non vuole scherzare col fuoco: da una parte un nuovo ko significherebbe rischiare di comprometterne del tutto anche un buon utilizzo futuro; dall'altra, poi, c'è da fare i conti con l'anagrafe, e con quello non si bara. Massima cautela, perciò, verso un gioiello classe '83: a Iachini ora il compito di reintegrarlo al meglio, per adattare il suo rientro ai suoi carichi di lavoro, diversi e più pesanti da quelli cui era abituato nella sua prima parte dell'esperienza fiorentina.